Bordelli omosessuali al bando


Quando escono notizie che riguardano il mondo gay, sono sempre tentato di non scrivere niente per non cacciarmi in un vespaio. Credo però sia doveroso da parte mia dare una parola di verità, legata alla mia esperienza e slegata da orientamenti politici.

La notizia a quanto ho capito è che ci siano delle associazioni culturali omosessuali (finanziate dallo stato e dai circoli ricreativi gay) che in realtà sono dei bordelli. Scusate se sono impreciso, non sono andato a leggere la notizia, perché è la scoperta dell’acqua calda e per chi mi segue da un po’, già ha letto di questi posti. Li classificavo come la terza periferia dell’omosessualità nella mia prima lettera a Papa Francesco (nel 2013).

So che la maggior parte di coloro che mi leggono sono cattolici, quello che mi preme dirvi è: non associate l’immagine della persona omosessuale a quella di un pervertito. Come gli impiegati statali non lavorano tutti in mutande, così non tutti gli omosessuali sono frequentatori di bordelli. Conosco un sacco di ragazzi che non sono mai entrati in locali di questo tipo.

A me è successo una volta di entrare in una sauna. Non voglio giustificarmi: ho fatto cazzate anche peggiori, ma voglio spiegarvi. Vi faccio un esempio: vivi in una casa grande con molte stanze, hai vari coinquilini. Ci sono due bagni: uno molto bello, pulito e luminoso, l’altro di servizio, piccolo e lercio. I coinquilini possono stare in tutta la casa, tu invece hai il permesso di stare solo in camera tua o nel bagno lercio. Certo! Potresti decidere di restare in camera tua e basta, con una buona dose di intraprendenza potresti anche decidere di cambiare casa, o di uscire, però è ovvio che la probabilità che tu possa andare in quel gabinetto tutto sporco, se non altro perché hai delle necessità impellenti è molto alta.

Anni di emarginazione hanno portato gli omosessuali a crearsi degli spazi che dessero sfogo a quell’aspetto specifico della loro identità che era proibito manifestare e quindi doveva essere vissuto in modo clandestino, di nascosto. Se non mi lasci vivere alla luce del sole nel cuore della città, non mi resta che rubare vita (o un surrogato di vita) la notte in periferia. Se nessuno si prende cura del mio disagio, andrò in cerca di soluzioni da solo, per non morire, prima di morire.
Lancio una provocazione: se essere omosessuale in parrocchia è un problema e invece in sauna non lo è, dov'è più probabile che io vada?

Voglio giustificare i bordelli? No e non credo sia giusto che lo stato li finanzi, più o meno consapevolmente, come un padre che paga i vizi dei figli senza mai tentare di capirli. Il mio obiettivo è un altro. Vorrei che passassimo dal giudizio alla comprensione, che non è per forza giustificazione.

L’ho scritto molte volte e lo ribadisco: l’omosessualità è una periferia dell’esistenza nonostante qualcuno insista che ormai “essere gay” non sia più un problema. Forse è normale in certi ambienti intellettuali e borghesi, alla Rai, nel mondo della moda e dello spettacolo, nelle metropoli, ma in tanti ambienti, l’omosessualità è un tabù. L’omosessualità non va né assolta né colpevolizzata. Va compresa! Non si tratta di avere la possibilità di raccontare a chiunque le proprie prodezze sessuali o di finanziare i bordelli.

Credo che la cosa più importante che dovremmo capire, anche noi che proviamo attrazione per persone dello stesso sesso, è che la sessualità è un piccolo aspetto che non può definire l’intera nostra identità. Confondiamo il sesso con l’amore, e l’amore con l’amore romantico. L’amore di una coppia non è l’amore, ma una sfaccettatura. L’amore è un oceano, dalle acque profonde e sempre nuove. Considerare una persona solo per le sue pulsioni sessuali significa privarla della sua dimensione più vera e profonda: la sua capacità di amare! Significa privare l’oceano dell’amore di quella goccia che ogni persona, anche omosessuale, è chiamata a donare.

Comprendere significa abbracciare.

Gli omosessuali vanno abbracciati: con le loro ricchezze e con le loro povertà.

L’omosessualità è una periferia, nonostante ci vogliano far credere che si possa esserne orgogliosi, e questi bordelli lo dimostrano. Chi si nasconde non può essere orgoglioso, a meno che non sia un corrotto.

L’omosessualità è una periferia dell'esistenza ed anche lì siamo chiamati a portare Gesù, l’abbraccio di Gesù, e soltanto noi, che quell'abbraccio l'abbiamo ricevuto, possiamo farlo.

Commenti

  1. Vero ..Comprendere significa abbracciare fragilità che tutti abbiamo,riconoscendo nell'altro le proprie ....Sostenendoci a vicenda ,diamo e riceviamo vera ricchezza!!!

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