Il Salmo del giorno - "Ci ha salvato dalle mani dei nostri nemici"



Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo.

Ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo.

Salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza.

Del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.


Nella festa di San Tommaso D'Aquino la liturgia non ci propone un salmo vero e proprio, ma ci propone uno dei Cantici più belli del Nuovo Testamento, il Magnificat: il salmo di Maria.

Questo Salvatore potente ci salva dai nemici: ma di quali nemici canta Maria? Quanti nemici nella storia non sono stati sconfitti? Ma allora forse Dio non è onnipotente?

Noi crediamo in un Dio che è morto sulla croce, non in Zeus. Noi crediamo che il nostro Dio si è lasciato sconfiggere dai suoi nemici, è così che vince. Gesù morendo sulla croce grida: "Tutto è compiuto!", la cui traduzione corretta sembra sia un'espressione che oggi potrebbe suonare come "Ho fatto centro!", "Goal!".

Quali sono i nostri nemici? Quante volte, il peccato, la malattia, la sofferenza, la cattiveria e l'egoismo degli uomini hanno la meglio sulle nostre vite? Eppure San Paolo nella lettera ai Romani dichiara: "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore."

Il vero nemico di Dio è ciò che ci separa da Lui, ciò che ci allontana, non è mai una persona e nemmeno una situazione. Il nemico dell'uomo è il peccato. Il pungiglione della morte è il peccato, dice San Paolo ancora nella Lettera ai Corinzi.

La vittoria di Dio è la sua Misericordia, il Suo Amore che si è consumato per noi fino all'ultima goccia di sangue. Ti lodo Signore perché nonostante le tribolazioni, il tuo amore, mi libera dal mio vero nemico che è la mia superbia e la mia incredulità.

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