Il Papa, la famiglia e gli altri...

Ogni volta che parla Papa Francesco, bisogna fare l’esegesi di quello che dice, non perché sia difficile comprenderlo, al contrario! ma perché i suoi discorsi vengono talmente stravolti che si perde velocemente il senso reale di quello che ha detto.

Colpa anche nostra, che non leggiamo più gli articoli per intero, ma ci fermiamo ai titoloni fuorvianti dei giornali.

Se il Papa esorta la Sacra Rota, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ad essere espressione della Misericordia di Dio e della Chiesa per quanti vivono oggettivamente nell’errore, i giornalisti come titolano l’articolo? “Il Papa dice no ai gay!”

Mi domando perché il Papa, parlando alla Sacra Rota, che certamente non si occupa di gay, avrebbe dovuto riferirsi a loro.

In realtà poi il messaggio principale del Papa era esortativo. Come dicesse: “Siate espressione dell’amore di Dio e della Chiesa”. Ma chi se ne frega dell’amore di Dio! Il Papa ha detto “ERRORE”! E chi se ne frega che si stesse rivolgendo al tribunale che lui chiama “della famiglia”, che per ora nella Chiesa cattolica è solo quella tradizionale. No! Stava parlando dei gay!

Così da una parte stanno gli omosessuali che si sentono offesi dalle parole del Papa e dall’altra i cattoliconi che già gridano “Il Papa approva il Family Daaaay!” (vedo già gli striscioni: “Voi vivete oggettivamente nell’errore! Fatevene una ragione!”)

Vediamo un po’ cosa dice il papa: “Quando la Chiesa, tramite il vostro servizio, si propone di dichiarare la verità sul matrimonio nel caso concreto, per il bene dei fedeli, al tempo stesso tiene sempre presente che quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell’amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa.

A me pare un discorso bellissimo: sta invitando ad essere misericordiosi con tutti.

Amo quel “oggettivamente”. In quella parola ci vedo un significato importante. Per noi cattolici la famiglia è solo una, all’inizio del suo discorso lo dice chiaramente: “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione” e poco dopo dà una splendida definizione di famiglia: “La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità. […] Per mezzo del matrimonio e della famiglia Iddio ha sapientemente unite due tra le maggiori realtà umane: la missione di trasmettere la vita e l’amore vicendevole e legittimo dell’uomo e della donna (...) O per meglio dire: Dio ha voluto rendere partecipi gli sposi del suo amore: dell’amore personale che Egli ha per ciascuno di essi e per il quale li chiama ad aiutarsi e a donarsi vicendevolmente per raggiungere la pienezza della loro vita personale; e dell’amore che Egli porta all’umanità e a tutti i suoi figli, e per il quale desidera moltiplicare i figli degli uomini per renderli partecipi della sua vita e della sua felicità eterna»”. Tutte le altre unioni, non sono “famiglia” secondo la Chiesa, che siano etero o gay non importa. Questo è un dato di fatto “oggettivo”. Ci possono essere mille ragioni per cui due persone sono arrivate a convivere, non importa, non stiamo valutando “soggettivamente” queste relazioni, ma oggettivamente. Come se il Papa dicesse: “Non stiamo qui a fare la morale! Quello che è importante non è capire se si è arrivati a questa scelta giustamente o meno. Quello che è importante è sapere che sono figli amati da Dio.”

Sono edificato dalle parole del Papa che davvero non si possono fraintendere, a meno che non siamo noi a volerle strumentalizzare. In ogni caso, il mio consiglio è sempre lo stesso: andate a leggere il suo discorso integrale sul sito del Vaticano e mi darete ragione.(1)

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