III ANNIVERSARIO

Sono un blogger , scrivo sotto pseudonimo. Eliseo come il discepolo del profeta Elia, Del Deserto perché amo le terre di mezzo. Potevo scrivere i miei pensieri sul diario, su dei foglietti svolazzanti, in un file criptato da conservare nel portatile; invece pubblico su un blog, luogo da dove getto la mia bottiglia nei mari di Facebook e Twitter. Trasmetto nello spazio la mia voce, attendendo che qualcuno, da qualche parte, in quell’immensità, capti il mio segnale.

Non mi aspettavo che in due anni avrei conosciuto così tanta gente. E’ bastato che quella voce venisse rimessa in orbita da altri trasmettitori e in poco tempo sono stato travolto da una tempesta di storie e cuori con un bisogno profondo di comunicare e condividere.

Quanto affetto, premure e confidenze. Penso a ciascuno di questi contatti, alla fiducia che mi hanno dato. Ogni volta che su Facebook vedo una richiesta di amicizia oppure quando mi arriva una mail, o un messaggio nella posta privata di un social, percepisco la fiducia che quella persona, mi sta donando. Perché questa gente mi scrive? Sono uno sconosciuto. Non c’è un volto che li persuada, né un nome a garanzia di un’identità precisa. Non saprei darmi una risposta. Penso che in quello che scrivo percepiscano una verità o sentano le corde della loro vita entrare in risonanza con la mia.

Non ho pubblicato libri, non sono andato alla tv, né alla radio. Non faccio tutorial né video simpatici su Youtube. Soltanto ho ricevuto fiducia da altre persone, che sui loro gruppi, blog, siti o quotidiani hanno pubblicato quello che scrivevo. La fiducia si è messa in circolo ed è arrivata anche fuori dall’Italia, in America Latina per esempio.

Qualcuno mi ha raccontato che mi hanno conosciuto perché dei sacerdoti nel confessionale gli hanno consigliato di leggere il mio blog, altri perché qualche loro amico ci ha "presentati". E’ una grande responsabilità, la percepisco. È qualcosa di più grande di me, che mi rende felice, che mi aiuta a scoprire che non sono solo un mucchietto di difetti, che ho qualcosa da dare, e che possiamo essere un dono gli uni per gli altri.

A tutti coloro che mi leggono e mi scrivono, arrivi il mio Grazie! A quegli amici che mi vogliono bene anche se la pensiamo diversamente, a quei contatti che sono diventati “carne ed ossa”, ed ora mi conoscono così profondamente da essere più intimi dei miei amici di vecchia data. Penso a tutti i nuovi contatti che sono arrivati in questi giorni, con cui per ora ci siamo scambiati solo un ciao e poche parole veloci, piene di simpatia e curiosità. Siete nel mio cuore. Siete importanti. Siete il mio centuplo! Nel mio piccolo vi prometto che sarò sempre il vostro compagno di viaggio e dove troverete una porta chiusa spero che la mia sia per voi sempre spalancata.

Un abbraccio.

Eliseo

Commenti

  1. La prima lettura di oggi è bellissima e ve la incollo di seguito:

    "Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! 4Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. 5Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. 6Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale vi dà forza nel sopportare le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. 7La nostra speranza nei vostri riguardi è salda: sappiamo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione."
    (da 2 Cor 1,1-7)

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