Gay-cattolico un ossimoro?

Giovedì 4 giugno 2015, una giornata nera.

La mattinata è cominciata con la notizia di Luca Di Tolve definito su Repubblica, come un santone che pretende di guarire gli omosessuali in cinque giorni, attraverso la preghiera; si conclude con il programma Announo su La7 condotto dalla per nulla neutrale Giulia Innoncenzi: ospite in studio Mons. Domenico Sigalini e lo scrittore Aldo Busi che a sentire la definizione "gay-cattolico" inorridisce e afferma: "Non si può sentire! E' un ossimoro!"

Avrei voluto per un po' togliermi da queste diatribe sull'omosessualità, ma non posso tacere davanti a questi fatti. Io, cattolico omosessuale.

Prima di tutto perché Luca non è un millantatore. Luca non vuole guarire nessuno, ma aiutare chi è insoddisfatto della propria vita e vive male la sua sessualità. Propone un ritiro, che io non ho fatto, ma molti miei amici sì, e sono unanimi nel dire che nella loro vita quel corso è stato molto importante per capire delle cose di se stessi. Il ritiro che viene proposto è un concentrato sui fondamentali del catechismo, e sulle teorie psicologiche che analizzano alcune delle ferite relazionali che spesso si riscontrano nella vita di tanti omosessuali. Essendo il ritiro incentrato sull'Amore di Dio, si presentano poi queste ferite a Dio perché le risani. Ora tutto si può migliorare e probabilmente l'esperienza proposta nella casa di spiritualità di Angolo Terme avrà dei limiti, ma da qui a far passare Luca come un imbroglione, è tutta un'altra cosa. Repubblica con un articolo ha denigrato un percorso che ha risollevato tante persone disperate.

Stessa vicenda per la trasmissione Announo, che ho avuto la fortuna di non vedere per intero, gli ultimi minuti mi sono bastati per restarne sconvolto. Una trasmissione studiata alla perfezione per far canonizzare le coppie gay e condannare la Chiesa Cattolica.

La presentatrice parzialissima contro ogni professionalità, dichiara la sua posizione fin da subito. Mons. Domenico Sigalini alla gogna, solo contro tutti: contro Aldo Busi, il filosofo Galimberti, Alba Pairetti e i ragazzi rabbiosi dello studio. I pochi che osano sostenere Sigalini vengono quasi sempre redarguiti dalla Innocenzi. Tutti verdi di rabbia contro la compostezza del monsignore che però da buon bergamasco ogni tanto sembrava lasciarsi andare a qualche "benedizione" a denti stretti. Su tutti l'irenismo, l'equilibrio e la saggezza della coppia arcobaleno, due uomini con un bambino. Da questo può emergere solo che il simbolo della felicità, oggi, contro tutte le mostruosità da cui siamo quotidianamente aggrediti tramite la stampa, è la coppia gay. Inoltre, chi può trasformare l'oscurantismo e l'intransigenza di santa matrigna Chiesa cattolica? Ma ovviamente sempre la saggia, consapevole e amorevole coppia gay!

Addirittura ad un certo punto Mons. Sigalini è stato chiamato in causa da un giornalista della redazione, visibilmente contratto nel viso, che chiede conto al Monsignore di alcune dichiarazioni rilasciate dal giornalista Mario Adinolfi, descrivendolo come il portavoce della Chiesa Cattolica, ed emblema della propaganda omofoba. Sigalini: "Adinolfi rappresenta solo se stesso come ha sempre fatto e non la Chiesa Cattolica", allora la conduttrice incalza: "Eh beh! Ma alla conferenza in questione c'era anche un prete con lui", riferendosi a padre Maurizio Botta, come se questo bastasse a dar valore di Magistero alle conferenze di Adinolfi & Co.

La lapidazione sta per concludersi, l'esito del sondaggio rivolto al pubblico dice che il 75% della gente a casa vuole che le coppie gay possano adottare dei bambini. Il bene trionfa! Il loro bene.
Il giovane opinionista gay in studio con gli occhi fuori dalle orbite si rivolge con aria soddisfatta al Monsignore e nelle voci che si sovrappongono lascia intendere: "Ve la faremo vedere noi!" e ammiccando al pubblico e alle telecamere: "Venite dalla nostra parte!". Nel frattempo Busi fa a capelli con una ragazza di colore in studio, che lo accusa di aver pronunciato la parola "negri", dopo che lui aveva appena finito di spalare merda su tutti, anche sull'attonita coppia gay che assiste sbigottita a cotanta violenza.
Per concludere la presentatrice esausta invoca i numi tutelari della trasmissione: "Vi prego! Portateci un po' d'amore!". L'ha detto davvero! Così sopra il diluvio universale i due colmbi bianchi con in bocca un ramoscello d'olivo, i coniugi arcobaleno, invitano Mons. Sigalini e Aldo Busi nella loro umile dimora per cominciare un confronto sereno. Non voglio sminuire la solidità della coppia, penso solo sia stata inserita ad arte in un contesto che la facesse emergere come unico esempio di accoglienza ed equilibrio.

Di tutta questa messa in scena mi rimane solo una frase di Mons. Sigalini trascinata via da marosi di voci strepitanti, una sull'altra e una contro l'altra: "C'è una realtà che ci precede!!!".

Nel trionfo di un relativismo cannibale, una voce grida nel deserto, che al di là della nostra giustizia e delle nostre convinzioni c'è qualcosa che viene prima di noi, che sa meglio di noi cos'è il bene e cos'è il male. Nonostante l'incredulità di Busi, Adamo ed Eva sono ancora tra noi, drogati da un frutto che dà la possibilità, ma non la garanzia di conoscere ciò che è bene e ciò che è male. Senza quel Dio che ci ha creati, possiamo anche smarrirci.

"C'è una realtà che ci precede!". Una realtà che vuole la nostra felicità. Oggi è stata crocifissa, immolata dalla nostra presunzione, domani risorgerà. Dio è morto, come scrisse Nietzsche e cantò Guccini, ma nonostante ciò continua a risorgere.

Commenti

  1. Una curiosità. E’ possibile esprimere opinioni dissenzienti su questo blog o è solo aperto a coloro che condividono la tua opinione? Grazie.

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  2. Mi riservo il diritto di moderare i commenti. Le cose intelligenti le pubblico. Gli insulti me li godo in privato.

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  3. La trasmissione è stata sconcertante ! Il Monsignore , da solo contro tutti !! Manco nei peggiori regimi !! Dico NO a qualsiasi unione tra omosessuali ! I bambini hanno diritto ad un babbo e una mamma !

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  4. Ciao Eliseo, condivido la tua reazione. Ho visto uno stralcio di anno uno facendo zapping ieri sera e mi è preso il volta stomaco sentendo parlare di madri surrogate e parlare di dono da una madre sedicente cattolica che parla del proprio figlio "donato" ad altri (per 20.000 dollari.. Alla faccia del dono) come se stesse parlando di un cagnolino o peggio ancora di una vincita al super enalotto che può elargire a suo piacimento.
    Che schifo!!
    Mi chiedo perché un sacerdote partecipi in contesti creati ad arte prestando il fianco al fine di queste trasmissioni nemmeno più così velato. Insopportabili cattolici,visti come coloro che si frappongono tra l'uomo e la sua brama.... Da distruggere e schiacciare.
    Mi chiedo l'utilità di prendere parte a queste trasmissioni da parte dei sacerdoti. Se ha senso buttare le perle ai porci che non solo non capiscono ma che non è nella loro intenzione nemmeno una reale messa in discussione.
    E quando parlo di comprensione sia chiaro che non intendo che questo implichi necessariamente la loro accettazione, parlo di onestà nel porsi considerando l'interlocutore al suo pari. Ma così non è e lo dimostra tutto un programma volto ad ottenere share e a generare odio verso chi non si piega al pensiero unico.
    Un vero peccato per chi lo fa e per chi lo guarda.. L'ennesima opportunità bruciata.
    Giusy

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  5. Ti ringrazio di questo articolo: ieri ho letto il pezzo vergognoso su Repubblica e mi sono girate... poi ho visto parti di puntata di AnnoUno e mi son finite di girare, tanto che ho letteralmente dormito male! E' una vergogna! Almeno Santoro provava a bilanciare le parti: ma questa Innocenzi è pessima!!!

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  6. Posso inserire il suo articolo, interessantissimo, nel mio blog ? Se lo vuole vedere preventivamente è:
    passioneefede.blogspot.it. La ringrazio per quello che ha detto e grazie ancora se mi darà la possibilità di divulgarlo.

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  7. ti ho letto d'un fiato, c'è di che terrorizzarsi di fronte a queste manifestazioni di cristianofobia ma conoscere chi hai di fronte ti aiuta a combattere

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  8. Ho letto con interesse il tuo articolo. Ho seguito la trasmissione e personalmente penso che Mons. Sigalini non sia stato assolutamente all'altezza della prova. Accettando l'invito alla trasmissione sapeva a cosa andava incontro e non è stato in grado di portare un messaggio chiaro e forte e soprattutto di argomentarlo in modo interessante per chi ascoltava. Di momenti per esprimere il suo pensiero durante la trasmissione ne ha avute tante, la conduttrice benché assai faziosa lo ha interpellato molte volte, forse anche solo per metterlo in difficoltà.
    Secondo me è uscita una versione "vecchia" del pensiero della Chiesa. Quello che gli autori volevano.
    Un'occasione persa.....purtroppo.
    Perché cadere in trappole di questo tipo?

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  9. “Luca non vuole guarire nessuno, ma aiutare chi è insoddisfatto della propria vita”
    Non puoi negare che l’intento di Luca Di Tolve, come più volte da lui ammesso, è aiutare le persone a diventare eterosessuali. Il punto è che per aiutare certa gente occorrerebbe prima capire cosa sta alla base del loro disagio (omofobia interiorizzata? Pressioni dei familiari? Effettiva confusione in merito alla propria omosessualità? Etc) e poi, senza pregiudizi, aiutare la persona a “trovare se stessa”. Non è chiaro che aiuto equilibrato, sano, possa dare una persona che considera l’omosessualità un male e la identifica con la sessualità sregolata ed eccessiva da lui vissuta. Questo rischia di far male a tantissime persone e non aiutarle per niente.

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    1. E' interessante nel tuo ragionamento quando fai la proposta di aiutare SENZA PREGIUDIZI le persone che vivono un disagio rispetto alla loro identità. Credo che la cosa più importante, al di là delle pulsioni sessuali, sia proprio quella di dare la possibilità a queste persone, di "ritrovare se stessi", come dici tu.
      Io sono convinto, per quel poco che conosco Luca, che questo sia anche il suo primo obiettivo: la guarigione del cuore, prima ancora della guarigione di altri aspetti. Questo mi viene confermato anche dagli amici che sono stati al ritiro di Angolo Terme.

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    2. Ok Eliseo. Ma io credo che qui non si tratti di quello che pensi tu di Luca (o di quello che penso io) bensì proprio di quello che dice. Sono stato ad una delle sue conferenze e l’ho sentito chiaramente definire l’omosessualità una cosa “satanica”. Tutte le sue testimonianze sull’omosessualità raccontano un vissuto sregolato, eccessivo e completamente incentrato sul sesso. E’ questo un approccio al tema sereno, equilibrato, onesto ? Come si fa a sostenere che si aiutano delle persone a trovare se stesse quando si dicono e gli si prospettano davanti queste cose ? Come devono sentirsi tutti quegli omosessuali sereni, realizzati, che condividono la propria vita con un compagno, quando si vedono descritti così (lui dice chiaramente che questa è l’omosessualità)?

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    3. Luca lo conosco di persona, anche se non ho mai fatto il suo corso. Non è come lo descrivete.
      E' vero che forse si tende ad identificare l'omosessualità con il proprio vissuto, è un errore che ho fatto anch'io. Eppure è difficile cambiare opinione, perché l'eccesso e il sesso, non lo puoi negare, fanno parte del vissuto di tanti di noi. La dipendenza sessuale ha effettivamente rovinato la vita di molti omosessuali. Questo è "satanico", usando le categorie comunicative di Luca.
      Dire "satanico" in una società che non crede più in Dio e quindi nemmeno nel diavolo pare esagerato. E' il suo modo di esprimersi. Forse tu ed io lo diremmo in un altro modo, però il succo del discorso è quello. Il male esiste! Vivere una sessualità sregolata, per qualsiasi uomo e donna, qualsiasi siano le loro tendenze sessuali, è dannoso e li allontana dalla possibilità di realizzarsi pienamente nell'amore, e quindi dalla felicità. Mettere l'uomo in guardia da questo è solidarietà, non malafede.

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  10. La pensi allo stesso modo su certi convegni di Milano (finanziati col patrocinio della Regione Lombardia, ovvero soldi pubblici) dove chi si azzarda a fare anche semplicemente una domandaai soliti Adinolfi/Miriano & Company viene cacciato a parolacce?

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    1. Su Facebook dove ho un profilo personale ho scritto più volte che disapprovo completamente la reazione della gente (che in ogni caso è stata istigata) al convegno di Mario Adinolfi e compagnia al convegno di Milano. Anzi! Proprio il week-end scorso ho discusso aspramente proprio di questo.

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  11. E dei ragazzi gay insultati, picchiati, derisi ne vogliamo parlare ?

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    1. Ne ho parlato, dai uno sguardo se ti va, anche agli altri post. Io stesso sono stato vittima di omofobia.

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  12. Grazie per questo articolo.
    Oggi, con dei colleghi, sono nate delle discussioni quando hanno fatto un riferimento al programma di AnnoUno.
    Io sono stato letteralmente aggredito quando ho giudicato positivo l'apostolato di Luca Di Tolve: mi è stato gridato addosso che le preghiere sarebbe meglio utilizzarle per qualche cosa di più importante e di lasciare stare le persone che hanno fatto certe scelte di vita! Ma non sono libere anche le persone che vogliono ricercare Dio cercando di dare una svolta alla loro esistenza? La libertà è solo da una parte? Scusate lo sfogo. Ciao

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  13. Bellissimo comento finale,

    "C'è una realtà che ci precede!". Una realtà che vuole la nostra felicità. Oggi è stata crocifissa, immolata dalla nostra presunzione, domani risorgerà. Dio è morto, come scrisse Nietzsche e cantò Guccini, ma nonostante ciò continua a risorgere.

    Da molta speranze ed'è la reatà.

    Io vorrei marcare 2 cose che il bambino a inizio puntata ha detto: (il bambino a la naturalita' di un attore alla prime armi, povero.)
    1) quando gli hanno chiesto chi era il più servero, non ha detto(non ha potuto dire) mamma o papà, ma ha dovuto indicare e dire LUI!!! ragazzi ha detto LUI!! tanto per farsi chiamare papà e poi sono LUI???? Lui non è affettivo, è impersonale, non lega...

    2) alla domanda sai che dicono che si cresce meglio con mamma e papà... dice: MA ANCHE UNA MAMMA SAREBBE BELLO AVERLA ... laspu del bambino? o coscenza che si risveglia?

    Voglio infine aggiungere, non prendere mai un caso singolo come caso generale, perchè ognuno di noi prenderà i casi che meglio gli piacciono.

    Ottimo pezzo
    Daniele

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  14. Per chi si meravigliasse dei contenuti di trasmissioni televisive e dei mezzi di comunicazione in generale vorrei evidenziare che la propaganda è uno strumento potente per l'ideologia ;) ...per essere sicuri hanno redatto anche le linee guida ( leggetele, e fatele leggere, in pochi le conoscono ) http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/archivio-notizie/2426-linee-guida-per-uninformazione-rispettosa-delle-persone-lgbt

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  15. tutto avviene mentre si tace sulle conseguenze della rimozione dello "stereotipo" del binarismo eterosessuale dal matrimonio. Ci si può sposare tra omosessuali e non necessariamente in due ma anche in tre o quattro. Nei paesi dove esiste il matrimonio gay sono pendenti le cause per il riconoscimento dei poliamori ( in Italia li hanno chiesti ufficialmente con il documento politico del Romapride2015 ) . Il "poliamore" è la conseguenza giuridica in quanto ci si sposava in due solo per via del paradigma binario eterosessuale, rimosso il quale il limite non trova giustificazione. Visto poi che l'amore vince tutto...perché impedire a un padre e un figlio che si amano si sposarsi? E infatti si inizia a parlare anche di incesto, e non voglio andare oltre parlando della futura "emancipazione" dei bambini ipersessualizzati ( gender nelle scuole) e dell'ectogenesi con utero artificiale. In conclusione il "matrimonio gay" non sarà il punto di arrivo ma il primo passo per la decostruzione giuridica della famiglia perseguita con l'obiettivo di causarne l'eclissi nella vita reale ...ps non smettete mai di informarvi e far conoscere ;) consiglio un libro: Gender l'anello mancante, di G.M. Carbone. Un saluto a tutti

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