Indiana religious freedom: obiezione o discriminazione?

(da "La Croce" 2 aprile 2015)

Sembra che la religione non possa conciliarsi con l'omosessualità, un po' per il consueto anticlericalismo gay, un po' per il rigore di certi ambienti cattolici. Sicuramente anche l'annoso dibattito sulle questioni etiche tra movimenti cattolici e quelli progay non aiuta. È un rapporto difficile, ma non impossibile e ragazzi che riescono a vivere la loro fede pienamente pur essendo omosessuali ce ne sono tanti. Io sono uno di loro.

Nell'Indiana (Usa) è stata approvata una legge che consente a individui e aziende di fornire, o non fornire, i propri servizi sulla base delle loro credenze religiose. Si chiama "Religious Freedom Restoration Act", la legge 101 firmata il 26 marzo 2015 dal governatore dello stato (Mike Pence), ed esistente negli States già dal 1993 ma a tutela solo dei singoli individui.

Alcuni sostengono che sia una legge discriminatoria, altri che sia una legge necessaria per arginare l’impatto delle leggi che stratutelano gli omosessuali. Douglas Laycock, docente di Legge in Virginia, a favore del matrimonio gay, sostiene che entrambe le parti in realtà stiano mentendo e stiano usando la notizia come testa di ariete per far prevalere le proprie ragioni. La legge all’atto pratico fino ad ora parrebbe non essere stata usata per discriminare nessuno, infatti chi subisce discriminazioni, continua ad essere tutelato. In poche parole questa legge non giustificherebbe un barista che si rifiuti di servire un caffè ad un omosessuale, sebbene alcuni sostengano che questo sia esattamente l’obiettivo a cui la legge mira.

In questo caso, come denunciamo le degenerazioni della teoria gender così dovremmo denunciare anche quegli atti che sono comunque degenerazioni ispirate al fanatismo religioso. Il cattolico non emargina nessuno. Certo non promuove valori che non condivide, ma l’emarginato è il suo prossimo più vicino. Il Dio dei cattolici, il mio, ha fatto degli emarginati del suo tempo (pubblicani, prostitute, malati, lebbrosi, samaritani) i principali destinatari dei suoi “servizi”.

Le situazioni che si sono verificate recentemente sono complesse: un pasticcere cristiano che si è rifiutato di preparare la torta di nozze ad una coppia di donne, ha dovuto pagare una multa di 50 mila dollari. Scandaloso? Eppure non ci verrebbe mai in mente di pretendere della carne di maiale in un ristorante kosher.

Quest’estate in America una grande catena di negozi, la Hobby Lobby, si è rifiutata di coprire, come previsto dalla legge, le spese sanitarie per contraccezione e pratiche abortive ai suoi dipendenti e la Corte Suprema degli Stati Uniti gli ha dato ragione ricorrendo al RFRA.

Non è semplice capire dove sta il limite tra scelta religiosa e discriminazione. Come al solito però, la discussione in corso che la notizia ha fomentato, non mira a trovare soluzioni, bensì ad accaparrarsi consensi.

Durerà ancora per molto questa contrapposizione manichea tra puri ed impuri, progressisti e oscurantisti? Ognuno si sente il detentore della giustizia. Tra questi due eserciti, come in tutte le grandi guerre c’è la gente comune, che cerca di fare del suo meglio, fatta di contraddizioni, grandi ideali smentiti dalle circostanze, dalla necessità, dalle preoccupazioni; la gente che sogna, fa progetti, s’arrangia e tira a campà; e di solito sono loro a pagare il prezzo di questa lotta tra buoni e cattivi, dove i cattivi sono sempre gli altri.


scrivimi: eliseodeldeserto@gmail.com

Commenti

  1. "Eppure non ci verrebbe mai in mente di pretendere della carne di maiale in un ristorante kosher." Ma che paragone del piffero è? Un conto è pretendere da un esercente un prodotto che non possiede e non vende, un conto è la pasticceria in questione che vende torte nuziali, ma non nel caso sia per un matrimonio gay. Capisco che il vostro lettore target queste cose non le nota e si beve ogni sciocchezza beatamente (in fondo legge LaCroce, non si può pretendere, se la cerca), anche quando è completamente prive di logica. Ma un minimo barlume di onestà intellettuale l'avete? L'avete persa o non l'avete mai avuta?

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  2. Quanto ad onestà intellettuale consiglio di leggere questo articolo:
    http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Il-falso-della-legge-antigay-Ma-tutela-delle-religioni-.aspx
    Che riporta dati a cui sono arrivato anch'io senza essere giornalista, ma solo tentando di approfondire la notizia che subito aveva scandalizzato anche me.

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  3. Scusate, così è disinformazione.
    Guardate la legge in questione e scoprirete che in un articolo di premessa alla legge stessa si dice (tradotto per i più pigri):
    "(...) non autorizza un fornitore di rifiutare di offrire o fornire servizi, strutture, l'uso di strutture pubbliche, beni, lavoro, o alloggi (…) sulla base di razza, colore, religione , discendenza, età, nazionalità, disabilità, sesso, orientamento sessuale, identità di genere, o (…) negare i diritti derivanti dalla Costituzione dello Stato dell'Indiana. [...]"
    La legge riguarda determinate categorie di esercizi di stampo o conduzione religiosi.
    In questo link: https://www.weeklystandard.com...
    si cita anche il caso di un fioraio che si è rifiutato di dare dei fiori per un matrimonio gay ma non poteva farlo prima e, con la legge in questione, non lo potrà fare comunque ora.

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