Voglio la mamma... Voglio il papà!

"Nell'articolo voglio sottolineare la gioia e l'entusiasmo di un incontro, del quale condivido in pieno il progetto e gli obiettivi, ma anche parlare di quella parte ferita di me che nonostante tutto ogni tanto brucia ancora."




E' una gioia quando si partecipa ad incontri del genere: vedere tanta gente sorridente, ritrovare tanti amici, persone di cui si ha una stima profonda.

Si sono affrontati temi drammatici certo: la mentalità del mondo si spinge verso un relativismo idiota, verso il quale sembra impossibile discutere ragionevolmente. Il buonsenso è stato sconfitto dal delirio di onnipotenza. Nonostante ciò, ieri sera, all'Auditorium dell'Antonianum, durante l'incontro "Contro i falsi miti di progresso" animato dai quattro protagonisti del dibattito sui temi esistenziali ed etici come Padre Maurizio Botta, Costanza Miriano, Mario Adinolfi e Marco Scicchitano, le buone notizie sono state tante.

In altri post ho parlato della bellezza della normalità. E’ senza dubbio rassicurante scoprire alcune delle basi biologiche che dimostrano la differenza tra maschio e femmina. Negare questa differenza fondamentale è negare la realtà.

Il problema è mio. Quando comincio a domandarmi: “Cavolo! Ma cosa mi è successo allora? Perché giocavo con le macchinine, e le pistole e ad un certo punto ho cominciato a volere le bambole di mia sorella, a volermi mettere il rossetto e a cantare le canzoni di Raffaella Carrà?

Perché quando parla Costanza Miriano con la sua bellezza e simpatia, rido, ma allo stesso tempo penso che sia ingiusto che le donne debbano raccogliere i calzini da terra e i mariti no? Ripenso a mia madre. Non sto facendo il processo ai miei genitori a cui sono grato; ma ho visto mia madre sottomessa fino a perdere la felicità.

Così mentre i relatori parlavano delle differenze tra maschio e femmina, non riuscivo a vedere cosa ci fosse di tanto bello nell’essere uomo, sicuramente perché lì sono ferito. Avrei bisogno di qualcuno che mi aiutasse a scoprirlo. I maschi della mia infanzia: ma come facevo ad identificarmi in loro se erano tutti aggressivi, ed io ero timido, tranquillo e sempre malaticcio? Quando mio padre mi propose di fare calcio l'ho vissuto come una punizione ed ancora oggi lo sarebbe.

Il problema è questo: ogni volta che si parla di normalità io mi sento preso a schiaffi.

Torno a casa saccagnato, ma ritrovo postate sulla mia pagina Facebook le parole di Papa Francesco all’Assemblea Generale della CEI del 19 maggio: “Non trascurate di chinarvi con la compassione del samaritano su chi è ferito negli affetti e vede compromesso il proprio progetto di vita” (1). Erano le parole di cui avevo bisogno.

Padre Maurizio, Costanza, Marco e Mario, sapete quanta stima ho di voi e vi ringrazio per il vostro affetto e per il coraggio, la professionalità e l’entusiasmo che avete. Oserei dire grazie per la vostra santità! Ricordate che tra chi applaude c’è anche chi ha paura come me di non vedere la realizzazione della sua affettività, eppure gioisce insieme a voi e combatterà con voi.


Legolas


--------------------------------------------------------------------


(1) Un testo che va sicuramente letto perché parla della centralità della famiglia, nucleo fondamentale della società http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/may/documents/papa-francesco_20140519_conferenza-episcopale-italiana.html

Commenti

Post popolari in questo blog

Ecco perché ringrazio Joseph Nicolosi

Seconda Lettera a Papa Francesco - Mittente: Eliseo del Deserto

Bordelli omosessuali al bando