II tappa (seconda parte): il peccato (2)


Tutti, ripeto, tutti siamo peccatori ed abbiamo bisogno della Misericordia di Dio. Il problema nasce quando non vogliamo riconoscere il nostro peccato, quando nessuno ci può dire nulla, o quando per giustificarci diciamo che gli altri non sono meglio di noi.

Qual è il peccato di una persona che prova attrazioni omosessuali? Qual è il mio peccato? Possono delle persone che hanno sofferto in modo particolare sentirsi anche accusate di peccato? Non mi sembra giusto. Però tante volte proprio chi soffre va aiutato a non reagire in modo dannoso per sé stesso e per gli altri.

La disperazione ad esempio è un peccato pericoloso. Nella vita ho provato una disperazione così profonda, che non mi sentivo voluto né da Dio, né da Satana e nemmeno il suicidio sembrava essere una soluzione. Era l’inferno: bruciare di dolore senza possibilità di scampo. Nel discernimento ho sempre capito che il Signore non mi rimproverava di masturbarmi, ma di perdere la speranza. La mia guida spirituale spesso mi rimprovera di chiudermi in me stesso, a doppia, a tripla mandata. Una chiusura talmente forte che nessuno riesce più a penetrare nel mio cuore. Il superbo non è solo colui che pensa di essere il migliore e di non aver bisogno di nessuno, ma anche colui che pensa che il suo dolore e il suo problema sia più grande di quello degli altri e quindi che nessuno possa veramente soccorrerlo, nemmeno Dio.

Anche la paura è un debito di amore verso Dio: paura di uscire da sé stessi, dal proprio dolore, di riprovarci, paura di mettersi in discussione. Dio dice: “Non temere” per 365 volte nella Bibbia!

Quando non troviamo una soluzione ai nostri problemi, quando vogliamo difenderci da un senso di colpa, una delle alternative è convincersi che sia giusto anche quello che sappiamo essere sbagliato. Diciamo che è buono, quello che in realtà non è. Il figliol prodigo, nella disperazione, davanti alle ghiande, nutrimento per i maiali, ha cominciato a desiderarle. Quante volte presumevo di aver trovato l’amore della mia vita, e dopo due scopate (scusate la franchezza), mi sono accorto che si trattava solo di un’illusione.

Dato che il figliol prodigo aveva vissuto per lunghi anni nella casa del padre, si è ricordato di come si mangiava bene là ed ha deciso di tornare. Ma chi nella casa del padre non c’è mai stato? Potrebbe cominciare a dire che le carrube tutto sommato non fanno poi così schifo, anzi che sono proprio buone. E sapete cosa vi dico? C’è di peggio! Forse c’è stato qualcuno che ha pensato di pubblicizzare le carrube, facendole passare come un alimento alternativo, moderno e speciale, magari per guadagnarsi qualche spicciolo ed evitare che a qualcuno venisse la curiosità di assaggiare come si mangia bene nella casa del Padre.

Ripeto. Non sono qui per giudicare. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Nei paragrafi precedenti vi ho parlato di me, dei peccati che ho scoperto danneggiarmi più di un rapporto sessuale occasionale. Il tuo peccato non è un problema per Dio, figurati se lo è per me. Però potrebbe diventare un problema per te, se chiudi gli occhi davanti alla tua fuga dalla verità e dalla felicità. Siamo tutti peccatori, è nella nostra natura. Abbiamo bisogno di essere salvati.

Il tema della prossima settimana è: la salvezza.


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PER I RAGAZZI CATTOLICI CON PULSIONI OMOSESSUALI: Spesso ci capita di vivere la sessualità con un grande senso di colpa, che non ci aiuta e ci porta ad entrare in un circolo vizioso che va dalla depressione alla dipendenza e di nuovo alla depressione. Per me è stato fondamentale capire che una cosa è il peccato, una cosa la dipendenza. Mi ha liberato da un fardello troppo grande da portare da solo. La verità è che la dipendenza sessuale ed affettiva sono da curare non con la guida spirituale, ma con la psicoterapia. Non significa non fidarsi di Dio, come dicono alcuni.

Un'altra cosa: se vi capita di vivere dei periodi intensi di compulsione o se vi capitasse anche di trovarvi un compagno, non fate l’errore di allontanarvi da Dio e dalla Chiesa. Lo so viene spontaneo, sempre per quel maledetto senso di colpa: una tentazione alla quale non dobbiamo cedere. Lo Spirito Santo convince di peccato, non accusa! L’accusatore è il nome del demonio. Trovatevi una guida spirituale che vi sappia accompagnare pur nel rispetto delle indicazioni della Chiesa, su come portare avanti il vostro cammino. Sono proprio i momenti in cui ci sentiamo distanti da Dio ed in difetto che abbiamo più bisogno di Lui. Gesù non è venuto per i perfetti!

Commenti

  1. Caro Eliseo trovo molto interessanti le tue riflessioni sul peccato. Mi sembrano davvero stimolanti e offrono una prospettiva sicuramente originale. Non vorrei, pero', e lo dico da parte in causa, che si finisse per ribaltare la situazione, considerando sempre e comunque gli omosessuali come povere vittime di una società cattiva e indifferente. Anche loro... noi... siamo esseri liberi, capaci di scegliere, invitati a non abbandonarci al vizio e al disordine morale. Anche noi possiamo, dobbiamo scegliere il bene, evitare di lasciarci andare. Mi sono sempre decisamente opposto ad una visione che consideri come ineluttabile il consumo sessuale, l'esperienza estrema, l'abbandono di ogni limite. Spero di essermi spiegato e continuo a leggerti con grande interesse.
    Un caro saluto
    Marcello

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