I tappa - L'amore di Dio




Dio ti ama! Ora, in questo momento: uomo o donna, o qualsiasi altra definizione tu voglia attribuirti, omosessuale, gay, lesbica, trans, non mi importa. In tutti questi anni, mai una volta, il Signore mi ha definito omosessuale, invece sempre mi ha chiamato per nome. E ora chiama per nome anche te: Franco, Luca, Silvia, Elisa, Alessandro.

Ti chiama perché ha qualcosa da dirti: “Sei prezioso ai miei occhi! Sei degno di stima! Ti amo!”. Quante volte questa frase mi ha consolato. Oggi la voglio regalare a te, che forse ti senti un invisibile e vorresti sentirti importante per qualcuno, perché a te nessuno ha mai dato importanza. La regalo a te che senti di aver perso la dignità.

Non posso spiegarti l’amore di Dio: è personale, diverso per ciascuno di noi, ma totale. Però lo puoi sperimentare. Chiedo al Signore che si serva se vuole anche delle mie parole.

Nella vita non ti sei sentito amato, io e te non siamo capaci nemmeno di amare noi stessi. Anzi forse ci odiamo proprio. Forse credi che quello che ho scritto finora sia solo poesia, frasi fatte da fanatico.

Una volta su un manifesto, sotto un’immagine del volto di Gesù con la scritta, “Dio ti ama!”, qualcuno aveva risposto con uno spray nero, “Grazie! È lo stesso!”. Ricordo che mi colpì molto quella frase che subito mi aveva fatto pure un po’ ridere. Ti dico, anche se non ti interessa, che Dio non potrà smettere di amarti, perché Lui è amore, ma se lo accetterai, lui potrà entrare nella tua vita, lo farà come e quando lui vuole, ma lo farà certamente. A volte si può esserne travolti, come successe a San Paolo, a me non è successo così. Con te sarà ancora diverso.

Anche se ti senti già amato. Anche se già conosci l’amore di Dio. Lui vuole darti di più!

Ho vissuto tante esperienze forti, concrete del suo amore. Questo però non mi ha impedito di soffrire e non mi ha impedito di sbagliare o di allontanarmi da Lui. Forse è stato proprio questo che mi ha convinto di più. Nonostante tutti i miei errori, nonostante la mia cocciutaggine, Dio non mi ha mai lasciato nella solitudine, nella disperazione, non mi ha giudicato, ma al contrario mi ha sempre chiesto di non perdere la speranza nel suo amore e nel suo perdono.

Invece di dirmi: “Brutta testa dura! Dopo tutto quello che ti ho dato, tu ancora fai gli stessi errori. Sai cosa ti dico? Stai lontano da me! Non voglio più avere niente a che fare con te.”. No! Ecco cosa mi dice, ecco cosa ti dice: “Eliseo, non temere! Ma ti prego! Non smettere di sperare nel mio amore!”.

Domenica, a Roma, sono stato alla canonizzazione di Giovanni Paolo II che porto nel cuore in modo speciale. Era ancora in vita quando alla televisione stavano trasmettendo un documentario sulla giornata mondiale della gioventù del 2000. Ero nella mia camera al piano superiore ed ero particolarmente afflitto perché la mia vita era un disastro, nonostante la mia facciata da bravo ragazzo cattolico ero già schiavo della pornografia e del sesso virtuale, ovviamente questa situazione mi lacerava interiormente. Decisi di uscire dalla mia stanza e mentre scendevo le scale per raggiungere il salotto dove mia madre stava guardando la tv, sentii le parole di Giovanni Paolo II: “In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae!”(1). Quelle parole erano per me. Erano un invito forte a non gettare la spugna, a cercare nella direzione giusta. Sono scoppiato in lacrime. Da allora ogni volta che vedo Giovanni Paolo II alla tv o lo sento parlare, incomincio a piangere senza un motivo razionale. Mi sento solamente tanto amato e sento che tutto è vero, tutto è possibile e ricomincio a sperare. Giovanni Paolo mi dimostrava che si può essere felici scegliendo Cristo e che la sofferenza e la morte non hanno l’ultima parola sull’uomo, che essere santi è possibile e soprattutto: bello.

Quello che ti dico fratello è che se Dio ama me, non ho dubbi che possa amare anche te! Io sono un omosessuale, un dipendente sessuale, ho fatto uso esorbitante di pornografia e sono stato anch’io strumento di pornografia attraverso il sesso virtuale, sono stato a letto con dozzine di uomini senza rivederli mai più. Dio non si è scandalizzato di me, non mi ha etichettato. Ed ora sono qui a chiederti di credere nel suo amore!

Te lo chiedo anche se potrei ricadere presto negli stessi errori, perché la mia fede si basa su di Lui, non nella mia perfezione, e perché è nel suo perdono incondizionato che io ho scoperto quanta pazienza e quanto amore Dio ha per me. Tutto questo mi sostiene nel tentativo faticoso di ritrovare la mia identità, la mia libertà e nella ricerca di scoprire qual è il suo progetto su di me.

Certo forse avrai un milione di domande da fare. Perché il dolore innocente? Perché la morte? Potrò amare? Forse la domanda principale che ti fai però è: “Perché a me?”: perché nella tua vita hai dovuto soffrire così tanto? Forse vorresti farla a Dio: “Che amore è il tuo, Dio, se ho dovuto subire tutto questo?”

Non voglio risponderti io. Ti suggerisco invece di chiederlo a Lui che non ha paura né della tua rabbia, né della tua disperazione, né della tua incredulità. Vai davanti ad un crocifisso, e dagli la possibilità di risponderti. Dagli anche il tempo di farlo. Non hai nessuno sforzo da fare.

Potresti anche fare la cosa più semplice che esista: entra in una Chiesa e accendi una candela con l’intenzione di chiedere a Dio di manifestarsi nella tua vita. Ti sembra una cosa da vecchiette? Ti dico, prova! Non ad accendere una candela, ma a pregare!

Poi, lascialo fare. Lasciati amare. Perché di questo sono certo: Dio ti ama!

Vorrei concludere con le parole con le quali Giovanni Paolo II iniziò il suo pontificato: “Non abbiate paura di aprire, anzi di spalancare le porte a Cristo!”. L’amore di Dio non mette lucchetti, li apre!


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(1) (Giovanni Paolo II, Veglia di preghiera nella XV giornata mondiale della gioventù, 19 agosto 2000, Tor Vergata, Roma) http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/jul-sep/documents/hf_jp-ii_spe_20000819_gmg-veglia_it.html

Commenti

  1. E' davvero un bellissimo post, mi hai trasmesso tanto, grazie Eliseo... prego per te

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  2. Grazie.
    Sì, capisco ciò di cui parli nel post.
    L'amore di Dio ha preso anche me, nonostante il mio peccato!
    Avanti così, Eliseo!

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