Intervista a Eliseo del Deserto: DDL Scalfarotto, omofobia, linee guida dell'UNAR, mezzi di comunicazione, fede e famiglia.


Leggi l'intervista completa sul sito Papaboys (pubblicata il 1° febbraio 2014)


di Don Salvatore Lazzara.

In prossimità della giornata della Vita e dell’approvazione del DDl Scalfarotto sull’omofobia, ho intervistato in esclusiva, per il portale web Papaboys, Eliseo del deserto, (...). Conosciamo l’impegno di Eliseo a favore della Famiglia. Il merito gli è stato riconosciuto anche dal grande movimento popolare Manif Pour Tous Italia, leggendo durante le manifestazioni alcuni pezzi delle sue riflessioni.

Gentile Eliseo del Deserto, da parte dei lettori e della redazione dei Papaboys, ti ringraziamo per la disponibilità mostrata a rispondere al’intervista. Da diversi mesi in Italia è stato fondato il movimento per la difesa della famiglia: Manif Pour Tous , sul modello francese, che ha organizzato diverse manifestazioni per difendere i valori della famiglia naturale e il sesso biologico dei bambini. Durante le manifestazioni sono state lette alcune sue interessanti riflessioni in merito. Il fermento continua: in varie parti del mondo tra qualche giorno i cittadini saranno chiamati a scendere in piazza per dire NO alle leggi liberticide. Ritiene che in Italia, paese tollerante e civilizzato, ci sia davvero necessità di approvare la legge omofobia per “garantire” “diritti e protezioni” al mondo LGTB?

Non ritengo che il DDL Scalfarotto sia necessario. Ritengo però che l’Italia sia un paese che ha paura della diversità, anche quando si mostra tollerante e civilizzato. E’ importante trovare una soluzione al problema della discriminazione, non solo delle persone omosessuali. Credo che i primi ad auto-discriminarsi siano proprio i movimenti LGBT che richiedono una legge specifica per loro, una legge che per altro va a punire non dei fatti concreti, ma delle intenzioni, come hanno spiegato molto bene al convegno che si è tenuto a Roma, in Campidoglio venerdì 31 gennaio, “Ideologia del Gender: quali ricadute sulla famiglia”. Questo è tipico dei regimi totalitari. Le leggi per tutelare le persone non mancano, ma spesso in Italia la legge funziona male.

Può spiegare ai nostri lettori, quali sono i principali obiettivi del DDL Scalfarotto?

Non sono un politico, in ogni caso la legge vuole che siano perseguiti penalmente tutti coloro che commettono atti di omofobia, senza specificare in cosa consistano questi atti. Ciò comporta che chiunque potrà essere accusato di omofobia. Sono convinto che in realtà il DDL Scalfarotto miri ad imbavagliare le coscienze per poter raggiungere quelli che sono gli obiettivi dei movimenti LGBT: il matrimonio omosessuale e le adozioni per le famiglie omosessuali.

Secondo il suo parere, quali sono le “conseguenze” antropologiche a cui è esposta la società civile, con l’approvazione della legge omofobia?

Purtroppo non sono nemmeno un antropologo. Non penso che la legge contro l’omofobia possa avere immediatamente delle ricadute antropologiche sulla società. Sicuramente però temo che si voglia arrivare ad una società dove ognuno può decidere la propria identità a partire dalle pulsioni che sente, mettere sullo stesso piano qualsiasi tipo di sessualità e di identità ed ottenere per tutti gli stessi diritti della famiglia naturale. A quel punto avremo una società non più libera, ma più confusa.

Perchè i mezzi di comunicazione, e una certa parte politica foraggiata dalle lobby, non spiegano al grande pubblico –come avviene per tanti altri temi sociali-, i pericoli nascosti dietro la legge omofobia?

Le rispondo con un’altra domanda. Perché noi cristiani e cattolici lasciamo i mezzi di comunicazione nelle mani di una maggioranza atea? La Chiesa come nei tempi bui della storia dell’uomo deve diventare la protagonista della cultura. Ci vogliono più giornali, ma non solo, televisioni, case editrici, case di produzione cinematografica, ci vogliono artisti cattolici più coraggiosi e competitivi. Non servono più moralisti, ma più testimoni, più profeti, che parlando di Dio rivelino pienamente l’uomo all’uomo stesso, come diceva Giovanni Paolo II. Come modello di “editore” penso a San Massimiliano Kolbe.

In merito al trattamento “mediatico” delle persone gay, l’UNAR, ha emanato un documento intitolato “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”. Leggendo le indicazioni, sembrano prove generali di dittatura contro ogni forma di dissenso. Può spiegare ai lettori, la pericolosità del manuale nei confronti della libertà di pensiero e di espressione garantiti dalla Costituzione?

Credo sia importante imparare ad andare sempre alla fonte delle notizie. E’ inutile che io spieghi la pericolosità di tali linee guida. Su internet si trova il documento. Inviterei i lettori ad andare a leggerlo. Mi sono reso conto usando molto i social network che siamo bombardati da notizie sempre più faziose e da mezze verità. E’ importante informarsi, ma è importante andare oltre l’informazione e quando è possibile leggere i documenti originali, andare alla fonte della notizia. A questo riguardo invito anche a leggere il testo del DDL Scalfarotto. Penso che sarebbe importante leggere anche gli atti di questo convegno che si è tenuto oggi in Campidoglio.

Il pensiero unico investe con forza la struttura liquida della società immersa nel relativismo storico e culturale. Quale potrebbe essere la “medicina” per guarire dalla notte della ragione?

Io conosco una sola medicina che può salvare l’uomo dalla notte della ragione. La fede! No! Non intendo la fede come un’ideologia o una devozione. Intendo la fede come l’incontro con un Dio che è vivo e che ci ha amati per primo. E’ nel Prologo al Vangelo di Giovanni che si dice: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” giusto? Concretamente penso che la Chiesa sia chiamata ad essere la protagonista di questa rivoluzione. L’appello di Papa Francesco ad andare nelle periferie dell’esistenza dell’uomo è urgente!

Eliseo, la ringraziamo per il tempo che ha voluto dedicarci. Per concludere vuole lanciare un ulteriore appello a difesa della famiglia?

Vorrei esortare le famiglie a mostrare la bellezza dell’amore tra uomo e donna. Troppo spesso si vedono coppie litigare, gli uomini fare ironia sulle mogli e le mogli sopportare i propri mariti. Le riunioni della Manif Pour Tous sono belle per questo, perché si vedono tante famiglie orgogliose e felici del loro amore. (...)

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