Con Maria oltre il deserto! (Preghiera a Maria)

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». (Gv 19, 26.)

“Io sono vostra Madre e non posso lasciarvi soli nel vagare e nel peccato.”(Medjugorje, 25 giugno 2013)

Maria dalle Tue mani riceverò la grazia che desidero.

Teneramente sei entrata nella mia vita fin da quando ero piccolo e ogni volta sono rimasto affascinato dalla tua bellezza, dalla tua pace, dalla consolazione e dalla maternità che la tua presenza effonde. Chissà perché io, forse per la fame di paternità, non mi sono ancora preso cura di te.

Tu sei la mia mamma. Nel tuo utero io posso essere generato nuovamente. Immerso nella Grazia di cui sei piena, mi darai alla Luce, un’altra volta. Dal tuo seno potrò succhiare il tepore che solo una mamma può dare. Calma la mia fame d’amore!

Tu mi porti al Padre. Parlami di Lui, del tuo amore per Lui e del Suo per te. Non ho mai sentito parole di amore verso mio papà, solo di timore, dolore e rassegnazione, fino a desiderare di non essere più uomo, fino a disprezzare gli uomini. Fammi conoscere il Padre. Quel padre buono che abita in me.

Proprio perché sei stata ragazza, tu sai quanto nella vita è bello innamorarsi, quando si trova l’amore: l’incanto della vista, la dolcezza di un sorriso, il coraggio della dichiarazione, il rischio del rifiuto, la felicità nella reciprocità; il cuore che si apre alla confidenza, all’intimità. Tu sei stata promessa sposa di Giuseppe. Tu conosci l’amore. Tu sei la donna del “sì”. Mostrami la via dell’amore vero, fai di me un innamorato. Apri una via dove io vedo solo mura invalicabili. 

Tu hai soccorso Elisabetta affinché si compisse la promessa di fecondità sulla sua aridità. Anche Zaccaria da uomo scettico è diventato profeta del Sole che sorge. Accompagnami lungo la notte, nelle stelle conteremo la mia discendenza, così insieme attenderemo l’alba.

Tu mi vieni a cercare quando mi perdo nelle periferie dell’esistenza e serbi nel cuore anche i misteri della mia vita. Ti accorgi quando ho spanto, sprecato il mio vino, me ne sono ubriacato, ma non dissetato. Il vaso crepato della mia anima lo colmerò dell’acqua della Misericordia che il Figlio, chiamato da te, trasformerà in vita nuova, preziosa, da gustare.

Tu sei la Vergine! L’Immacolata! Ecco perché nel tuo Cuore come in uno scrigno è conservato l’antidoto che può salvarmi. Io, che ho calpestato la mia verginità, che mi sono crogiolato nel fango della colpa, alzo lo sguardo su di te che sei l’Immacolata. La madre misericordiosa. Ti vedo beata, ma trafitta, i tuoi occhi fissi nei miei. 

Madre sotto la croce, tra le tue braccia la mia umiliazione, la mia vergogna, la mia condanna, il mio disonore, il mio fallimento. Attendi con me il terzo giorno. Beata e addolorata nello stesso momento! Nelle tue viscere lo scandalo della sofferenza e le contrazioni di un’umanità nuova che spinge per nascere. Beata te! Hai sperimentato, oltre l’orizzonte delle nostre esperienze umane, che Dio ha preparato per i suoi figli la gioia piena.

Invoca tu stessa, nella mia vita, la Spirito Santo di cui sei sposa, amica e sorella. Le tue mani Maria, forti e delicate, appoggiale sul mio capo. Insegnami a parlare. Insegnami a pronunciare le parole più belle: “papà” “mamma”. Che possa impararle per farle riscoprire al mondo.

Sei salita dal deserto appoggiata al tuo diletto. Regina coronata di dodici stelle, che avanzi come l’aurora, terribile come un esercito schierato per la battaglia. Splendente come il sole e bella come la Luna. Beata sei tu che hai creduto nella Parola del Signore. In te la nostra vittoria!

Ti circondano gli angeli ed i santi. Con te la nostra eternità! Nella tua danza, per le grandi cose che il Signore ha fatto in te, ed in me, trascinami. Beata fra tutte le donne ti chiamerò, insieme a tutte le generazioni, con te, anche la mia anima magnificherà il Signore. Nel Suo Tempio tutti gridiamo “Gloria”!

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