Preghiera di un ragazzo omosessuale (La preghiera di Eliseo)




“Non dica l`eunuco: "Ecco, io sono un albero secco!". 4 Poiché così dice il Signore: "Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, preferiscono le cose di mio gradimento e restan fermi nella mia alleanza, 5 io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome migliore che ai figli e alle figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato.” (Is 56, 3-6)


Oh Dio. Chi può dire di conoscerti? Eppure i tuoi occhi mi han visto quando ero ancora informe nel ventre di mia madre. Io forse non ti conosco, eppure a volte ti percepisco. Mi avvicino a te così come sono, con le mie imperfezioni, le mie incoerenze, le mie... sfumature.
Mi avvicino perché oggi ho le vertigini. Non so come lottare quando penso al futuro, vedo delle sfide troppo grandi! Vedo le voragini del mio cuore. Chi potrà colmarle Signore?

Vieni a consolare il grido della solitudine.

A volte mi sembra di nuotare dove non si tocca. E’ una sensazione strana, un po’ come volare, i piedi e le braccia si muovono liberi, senza posarsi, ma è un attimo sentire un brivido di paura, quando le forze diminuiscono e il respiro si fa faticoso. Allungami il tuo braccio Signore. Dammi qualcosa al quale aggrapparmi. Sollevami! Come hai sollevato Pietro.

Liberami dalla paura di non farcela, di crescere, dalla paura del domani, di non essere amato, di non trovare l’amore, dalla paura di essere uomo e dalla paura degli uomini. Vieni ad abbracciarmi, ora. Ho bisogno dell’abbraccio di chi sa fino in fondo chi sono. Ho bisogno di un abbraccio che fermi il flusso della mia dispersione.

Non ti chiedo di guarirmi, ma di realizzare pienamente il tuo sogno su di me. Fammi sognare Signore! Fammi desiderare, non piaceri transitori, ma di vivere, di amare, di esprimermi, di essere felice. Donami la pace!

Tu sei il corpo dell’amore che disseta l’amore del mio corpo ed io come il tuo prediletto, Giovanni, mi appoggio sul tuo cuore. Posso Gesù? Tu non hai paura vero della tenerezza di un uomo? Su nessun petto ho trovato la pace, ho appoggiato la mia testa su troppe rocce gelide. Tu sei la Tenerezza! Lasciami ascoltare i battiti del tuo cuore.

Quanti ladri e briganti sono entrati nel mio recinto e hanno fatto razzia. La mia vigna, la mia, non l’ho custodita. Io stesso sono stato un brigante nel cuore di altri uomini. Non sono diventato ricco, ma ancora più povero e affamato. Quanti anni di carestia! Entra tu nel mio recinto! Solo tu! Solo tu sei il Pastore bello, il pastore buono e forte che fascia le mie ferite, che mi nutre e mi porta in braccio. Fammi salire dal deserto appoggiato a te. Fammi udire la tua voce.

Guardami Gesù. Tocca Signore le mie ferite: con le tue dita asciuga le mie lacrime, guarda i graffi, gli ematomi dell’anima, guarda le escoriazioni del disprezzo, le ammaccature del fallimento, le piaghe della mia ostinazione. Io ti guardo negli occhi Gesù. Quegli occhi che mi hanno sempre, sempre amato. Quegli occhi che hanno visto tutto e hanno sofferto con me. Ho sempre pensato che i tuoi occhi fossero come quelli del volto descritto da Santa Faustina, o ancora come quelli immaginati sul volto della Sindone. Quello sguardo l’ho sempre ritrovato improvvisamente sul viso di chi mi ha voluto bene davvero.

Che io possa perdonare come hai fatto tu con me: non voglio restare schiavo del passato, degli errori dei miei genitori, dei miei coetanei, di chi si è approfittato di me. Anche il tuo cuore è ferito! Così il mio cuore come il tuo sia fonte della Misericordia. La mia sofferenza diventi sorgente di consolazione per chi ne ha sete.

Lentamente comincio a scoprire che le mie mani non sono vuote, ma ho, sì ho del pane e dei pesci, pochi, ma ne ho. Signore me ne sono accorto mio malgrado, ed ogni volta che anche senza accorgermene, per un impulso del cuore mi pare, strappo un pezzo della mia vita e la condivido come un tozzo di pane, succede qualcosa di contagioso intorno a me. Che non mi impoverisce, ma mi colma fino a stupirmi! Fai della mia vita un dono. Fai di quello che sono una moltiplicazione!

Da sempre la tua voce mi dice che sono prezioso ai tuoi occhi, che desideri la mia preghiera, il mio canto, la mia vita, la mia gioia piena. Mi metto a tua disposizione per incontrare i cuori di tutti quelli che vuoi toccare, consolare, sostenere. Nella mia debolezza, manifesta la tua forza.

Le cose di prima cominciano a sbiadire: non è più importante essere seducente, ma essere completamente tuo. Tu mi hai rapito il cuore. Scrivi il mio nome sul palmo della tua mano. Il tuo amore vince sulle mie morti. Voglio essere la tua carezza, per vederti all’opera anche nelle vite di chi mi circonda, soprattutto di quelli che sembrano i più lontani, ed invece ti sono così intimamente vicini. Oh se lo sapessero, se ti sentissero! Anche attraverso questa preghiera.

Mi affido a tua mamma, alla mia mamma. Maria custodiscimi nel tuo grembo e partoriscimi a vita nuova. Tu sei Colei che sorge come l’aurora, bella come la luna, terribile come vessillo di guerra. Tu sei colei che ha creduto nella Parola ed è beata, combatti con me Regina, fammi essere un soldato della Pace ed un fiore nelle tue mani.

A nome di tutti gli Eliseo del mondo!

Commenti

  1. Un abrazo. Dios escucha el corazón sincero.

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  2. Bellissima e toccante preghiera di chi sente il mistero e le contraddizioni della sua vita ma anche di chi capisce anche che c'è qualcosa di più dentro e fuori di noi... C'è un Amore più Grande che non Giudica, che non Ferisce, che non Pretende ma che si Dona senza Misura a chi lo cerca anche senza saperlo....

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  3. Grazie per questa preghiera! La rileggerò nel tempo perché è sincera e profonda. Ogni ferita è una feritoia nella quale passa la misericordia di Dio.

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  4. Ave Maria!
    Caro Eliseo, oggi la Provvidenza mi ha portato su questo blog, ho letto la tua storia, i tuo pensieri e le tue difficoltà. Tra queste pagine rivivo la mia storia e mi sembra proprio di percorrere questo cammino con un amico in più.

    Grazie mille
    ti porto nelle mie preghiere
    Un Eliseo del mondo

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  5. Ti porto anch'io nelle mie. Eliseo con te!

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  6. Che arrivi presto ....un altro mondo

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    1. Prego perchè finisca tutto. Non ne posso davvero più. Pregate per me. Paolo

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    2. Forza! Non vivere le cose che ti attraversano da solo. La vita da soli è troppo difficile. Non siamo fatti per vivere la solitudine.
      Inizialmente può essere efficace farsi aiutare anche da professionisti che ci indirizzino su come riscoprire il valore della nostra vita.
      Anche un bravo sacerdote o una consacrata in gamba.
      Vedrai... Poco a poco... Sai, succede anche a me di scoraggiarmi. Io ho bisogno dell'aiuto costante della mia guida spirituale, di periodi di sostegno psicologico, di ascoltare bravi sacerdoti predicare... Sennò davvero non ce la farei.
      Non ti abbattere e esci dalla solitudine. Chiedere aiuto nel virtuale è uno step, ma non basta. Devi chiedere aiuto a persone reali, nel mondo reale. Io sto facendo così, fidati che funziona. Non ascoltare la tua paura, e piano piano, passetto dopo passetto, con tanta pazienza e tenerezza verso di te... Vedrai che arriva la consolazione che cerchi... Scrivimi

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