Lettera a Costanza Miriano


Carissima Costanza,

non sono il tuo amico, ma sono pur sempre omosessuale, chiamami pure come ti pare, tanto ormai sono il primo a scherzarci su, perché l’autoironia è una buona arma di difesa. Comunque va bene anche solo se mi chiami con il mio pseudonimo. Eliseo!
Forse non avrei dovuto leggere la tua lettera, perché le lettere agli amici sono sempre qualcosa di molto intimo, ma l’ho trovata su quasi tutti i profili Facebook dei miei contatti. Io stesso ho deciso di condividerla… Perché fondamentalmente, è vero! “Condivido” tutto quello che hai scritto.
Io sono omosessuale e credo che sia sempre più diffusa una certa mentalità che vuole ammorbidire le coscienze riguardo a questo orientamento sessuale: nelle fiction, nelle scuole, ecc.: tra un po’ ci chiameranno i diversamente sessuali per non offenderci, oppure diventeremo gli operatori di qualche cosa: questo a livello formale, perché tra la gente di un certo tipo, rimarremo di fatto sempre dei froci o culattoni, come i diversamente abili sono ancora dei mongoli, le persone di colore sono sempre negri, e gli operatori ecologici sono sempre spazzini.

E’ vero, in modo sempre più evidente sta passando l’idea che essere omosessuali è normale e sono proprio i “normali” ad essere in pericolo, perché pensano che tutti siano come loro e quindi che essere omosessuale voglia dire vivere più o meno come vivono loro: ad esempio se un uomo guarda il culo ad una donna, ecco che l’omosessuale al massimo guarderà il culo ad un altro uomo. Non è così! Questo è anche il mio obiettivo personale, ossia quello di far capire che cos’è esattamente essere gay, non tanto agli omosessuali, che lo sanno benissimo quello che sono, ma si sforzano e forzano gli altri a pensare che loro siano "ok"; ma vorrei farlo capire a voi “normali”! (ps. Vedi anche il mio blog…)

Sono anch’io del parere che il matrimonio è sacro e può essere solo tra uomo e donna. Non parliamo del fatto che sono assolutamente convinto che la vita sia un dono, e che ci sono già tanti problemi nelle famiglie dove c’è un papà maschio e una mamma femmina, ne è una prova il fatto che sono omosessuale. Penso che avere un figlio non possa mai essere un atto di egoismo, non va quindi mai preteso: avere figli è un dono di Dio, una benedizione. I figli non sono dei genitori, tutti noi siamo solo di Dio, e prima i genitori lo capiscono meglio è per tutti, in modo particolare per i figli.

Però lasciami dire una cosa Costanza. Non condivido il fatto che tu paragoni la mia sofferenza con la tua. Io non dico che la mia è maggiore, tutti soffriamo. La vita è difficile… per tutti! Con quello che sto per dirti non voglio screditare le tue posizioni. Te l’ho già detto chiaramente no? Voglio solo dirti che la mia sofferenza non è assolutamente uguale a quella dei "normali".

Perché vedi ad esempio a me è successo che dalla prima elementare, ma forse già dall’asilo, ogni giorno mi sentivo chiamare “femmina”, anche quando a me francamente piacevano le ragazzine, ed avevo anche due fidanzatine (anche se non sono sicuro che loro sapessero di esserlo). Quando poi mia madre mi ha spiegato verso i dieci anni che esistevano le persone omosessuali, ho avuto una premonizione: mi avrebbero chiamato “frocio”. L’oracolo si è avverato. Per tutti gli anni delle medie sono stato il frocio del quartiere. Sono stato anche picchiato perché secondo i miei coetanei maschi ero gay. Mi bagnavano il culo nelle fontanelle del paese così da umiliarmi davanti a tutti. In terza media poi sono stato in gita lontano da casa, per qualche giorno, e non c’era nessuno che mi poteva difendere. Sono stati giorni da incubo. I ragazzi dell’altra sezione (quelli cattivi diciamo così) non mi hanno lasciato tregua un secondo. Mi credi? Un secondo! Se non stavo vicino ai docenti, erano sempre dietro a me, a minacciarmi o a fare discorsi zozzi così da mettermi in imbarazzo e lasciarmi costantemente nel terrore di essere picchiato, perché questo sarebbe successo se avessi reagito. I docenti inoltre credendo di fare cosa buona tentavano di allontanarsi da me. Il bullismo ancora non faceva notizia. Al catechismo, cari i miei fratelli cattolici, non era migliore la situazione. Ancora oggi che ho più di trent’anni se passo vicino ad un gruppo di bulletti ho paura.

Sicuramente questo è un aspetto che ci può rendere diversi nella sofferenza.

Ma ce n’è un altro. Perché quando ti innamori, in te questo sentimento si trasforma in una speranza. In me invece si trasforma in disperazione. Ricordo l’ultima volta, o forse l’unica volta che mi sono innamorato. Ho conosciuto un ragazzo, bellissimo, è nata una amicizia dolcissima, spesso lui mi abbracciava ed io ad un certo punto ho sentito che ciò che provavo per lui sfuggiva al mio controllo razionale. Provavo esattamente quello che dicono le canzonette, mi svegliavo la mattina con la sua voce o il suo viso in mente. Ma non lo facevo apposta! Quando mi sono reso conto di essermi innamorato, quello che ho provato è stata: disperazione. Ho pianto come se mi avessero detto che avevo un tumore al cervello, l’unica cosa che riuscivo a dire era: “Ed ora come faccio? Gesù! Come faccio?”. Tra le lacrime non smettevo di gridare a Dio.

Devo dire che Gesù mi ha aiutato, perché ora questo ragazzo è uno dei miei più cari amici. Ed io sono convinto che l’amicizia è la misura dell’amore come ci ha insegnato Lui stesso. Sì! Gesù non mi ha mai puntato il dito, anzi, in Lui ho sempre trovato l’amore che mi è mancato, l’amore di mio padre, di cui ho sempre e solo avuto paura. Di sofferenze ne ho avuto molte altre, ma raccontartele non è lo scopo della mia lettera. Nella Chiesa ed in particolare nei sacerdoti ho sempre trovato ascolto e aiuto. Non mi posso lamentare! Ci sono tanti santi sacerdoti! Dio sia benedetto! Quello che mi spinge a cercare la felicità lontano dall’omosessualità è la convinzione, dettata dall’esperienza, che in Dio trovo la gioia. Credo che questo ci renda fratelli, perché sono sicuro che l’hai sperimentato anche tu.

Ma c’è un terzo elemento che ci rende differenti. Tu per scrivere la tua lettera, hai potuto mettere la tua faccia, il tuo nome e cognome, e speriamo possa essere sempre così, perché come dici, questa proposta di legge che si vuole attuare, mette a rischio la libertà di opinione. Io invece per rispondere alle tue bellissime parole, e lo sto facendo di getto, devo usare uno pseudonimo. Eliseo Del Deserto. Vedi in Italia, ma penso che fondamentalmente sia così ovunque, se ti dichiari omosessuale, ti mettono un’etichetta grande come tutta la faccia, ed anche chi ti promuove e difende lo fa sentendosi buono e davvero aperto di vedute, non sentendosi uguale a te. Ed io non voglio essere etichettato gay, nemmeno ex-gay (Dio me ne scampi… si lotta tanto per cambiare ed alla fine l’unica cosa che ci guadagni è un’altra etichetta con la scritta ex… io le etichette non le voglio proprio). Io voglio essere considerato e amato per quello che sono. Soprattutto voglio essere conosciuto e rispettato. Costanza hai scritto una lettera bellissima, però ecco rispetta la mia sofferenza e non darmi del piagnone!

Sì è difficile per tutti! Ma per qualcuno è più difficile! 

Con stima!

Eliseo Del Deserto

P.S. Prega per me!

Commenti

  1. Caro Eliseo,
    ho letto il tuo post sulla bacheca di Costanza Miriano, e già mi pento di avertelo detto perché penserai di aver già capito dove questo commento andrà a parare. Però almeno dammi la possibilità di raccontarti la mia di storia che è molto, molto simile alla tua. Non sono omosessuale ma sono nata con una malformazione che, nel mio caso dalla nascita, mi ha costretta a convivere con un corpo che è mio nemico. Sono incontinente, e ti parlo dell’incontinenza fecale, quella che puzza, che ti imbratta i vestiti e che suscita il ribrezzo (e le risa) di tutti. Tutto quello che hai raccontato io l’ho vissuto, in maniera diversa ma l’ho vissuto. Non mi avranno chiamato “frocio”, ma mi ricordo tutti i “cacona” e i vari altri insulti. La gita di terza media io l’ho saltata in pieno, grazie alla saggezza di mia madre, che aveva previsto come sarebbe potuta finire. Alle medie avevo una borsa per il ricambio che lasciavo dai bidelli; la professoressa di lettere un bel giorno ha pensato bene di raccontarlo a tutta la classe (ma come ci diventano professori questi qua?). Un anno si era anche creato un comitato di genitori che si sono andati a lamentare perché puzzavo. Vogliamo parlare dell’amore? Capisco esattamente la tua disperazione – chi avrebbe mai baciato una “cacona”? Il mio terribile segreto mi ha accompagnato per anni e con esso anche una grande solitudine, perché una cosa che non puoi condividere con nessuno, perché la paura del rifiuto (e tu questo lo sai bene) ti divora l’anima, ti paralizza e ti fa vivere una doppia vita, una vita di menzogna. Te la faccio breve: al culmine della sofferenza, ho cominciato a gridare a Dio (metaforicamente nella preghiera, ma anche sul serio). E l’ho fatto per sette lunghi anni, perché con Lui è così, ti risponde quando Gli pare, ma quando lo fa... Così, ho conosciuto mio marito, un ragazzone perfettamente in salute, che, nel pieno delle sue facoltà, si è innamorato di me e mi ha sposata. In sostanza, non voglio dirti “prega e vedrai che tutto si sistema”, perché io non so che progetto ha Dio Padre su di te, però mi pare di capire che anche tu, come me, hai gridato e ora “lo conosci”, come disse Giobbe, e parli a un Dio vivo, con cui hai una relazione vera. E questo è un regalo enorme, gigantesco, che non scambierei con altro al mondo, neanche con un sedere che funziona, perché è grazie al mio sedere che io sono quello che sono (lo so, fa ridere, ma è così), e per tanta gente, mio marito in primis (spero), sono un dono.
    Tutto questo lungo discorso, Eliseo, per dirti che, così come sei, nella tua omosessualità, per me e per tanti altri tu sei un dono. Non cadere nell’inganno che per te sia più difficile, tutti si portano dentro sofferenze atroci, solo che alcuni sono più bravi a nasconderle. Cammina a testa alta, come un figlio di Dio, figlio di un Padre che ti ha voluto esattamente come sei, perché ti ama. E se vuoi chiederGli il perché, grida forte: è un po’ duro d’orecchi, ma risponde sempre.

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  2. Che dire? È davvero bello quanto hai scritto... Vero in ogni suo passaggio. È vita, la tua ce l'hai condivisa e che dirti se non un immenso Grazie. Aver letto queste due lettere, la tua adesso e quella di Costanza prima, mi dà la forte percezione di un equilibrio che nella nostra società manca... Anzi più che equilibrio una Sapienza Divina si perchè se imparassimo a farci insegnare da Gesù, certe sofferenze diverse e forti non avrebbero ragione d'essere ma soprattutto un dialogo umile e la ricerca di un Bene Comune lo si avrebbe con maggiore facilità. Grazie Eliseo grazie Costanza.

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  3. Carissimo Eliseo,
    arrivo qui tramite il profilo Fb di Costanza Miriano che ha postato il tuo blog.
    Non voglio commentare la tua sofferenza che è solo tua.
    Ma voglio dirti che, oltre a Costanza che sicuramente lo farà, da oggi hai una persona in più che prega per te.
    Sono io.
    Un abbraccio,
    Franco Tiratore.

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  4. Raramente entro in un blog, tuttavia stavolta ho avvertito l'impellente necessità di farlo per ringraziarti di avere condiviso la tua esperienza di vita ed esserti messo a nudo nel senso più intimo del termine: solo una persona forte e, al contempo, consapevole delle sue fragilità, è in grado di rendere una così profonda e sincera testimonianza di sé.

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  5. Io, che anche io nella mia infanzia, sono anche stato un "ragazzo cattivo", ti chiedo perdono per le sofferenze che sono state generate e vorrei tanto che il Maestro buono spalancasse le porte del Paradiso ad entrambi, ma a te di più.
    Eliseo, caro Eliseo, sono un padre con tante preoccupazioni nel cuore, soprattutto per la mia unica figlia Martina e vorrei avere il privilegio di essere ricordato nelle tue preghiere.
    Non ti abbraccio, ma voglio darti uno scappellotto come quelli che, paternamente, quando passo vicino a Martina le riservo, per poi fermare un istante la mano sulla sua testa e benedirla.

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    1. Marco (dici che questo è il tuo nome) è una vita che desidero farlo... "Sì! Ti perdono!"... e sai quanto... quanto... quanto... vorrei dirtelo anche guardandoti negli occhi!!! Perché ho un desiderio ENORME di perdonare i ragazzi che mi hanno fatto male!!!! E l'ho fatto sai... ma da soli funziona poco... Come quando chiediamo perdono a Dio, abbiamo bisogno del volto del sacerdote... E sai come si chiamava il ragazzo che mi ha fatto soffrire di più??? Esattamente Marco, come te! Fingo che sei tu! Grazie per le tue parole! Valgono più di anni e anni di psicoterapia e soldi gettati al vento... :-D

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    2. Marco è il mio vero nome.
      Ho più di cinquant'anni e potrei essere tuo padre.
      Perdona anche quella parte di me che da genitore e da marito annaspa per la ricerca del bene si inceppa nella fragilità che mi sembra che solo Gesù possa guarire.
      Ti confermo la mano sulla testa, ferma come quando la pongo su Martina e ti benedico con l'affetto di un babbo, un piccolo babbo.

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    3. Non posso che volerti bene Piccolo Babbo! Grazie della tua mano sulla testa... Stasera sei anche un po' il mio papà!

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    4. Grazie per questa testimonianza di "Amore" Marco ed Eliseo.... solo grazie!!!
      Daniela

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  6. Allora ne hai due, più la mia famiglia...
    Un caro abbraccio anche da me

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  7. Eliseo non conosco la tua sofferenza. Ti garantisco che non è comunque solo tua. Da adesso anche io la condivido! UN po' come il Cireneo durante il Calvario! "Dio sa cosa c'è nel cuore degli uomini" diceva GPII ...
    Matteo Dellanoce

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  8. Tantissima stima e profondo affetto e vicinanza,
    Dio ti benedica Eliseo!

    Grazie
    un abbraccio !

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  9. Grazie! Non mi aspettavo di ricevere queste belle parole! Un abbraccio a tutti! Grazie anche a Costanza per avermi già risposto privatamente... Sembra che lunedì avrete una sorpresa!

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  10. Gentilissimo Sign.
    Eliseo io non la giudico. Sono etero e ho avuto in passato e ho, tuttora, un amico omosessuale. Per me non è altro che una persona che ha problemi come tutti gli esseri umani, e che deve lottare con se stessa come lo devo fare io su altri fronti e come lo deve fare anche la gentilissima Sign.ra Costanza, a cui mi sento di dover, per amore e carità cristiana, di pregare anche per la sua vita, affinché impari un po’ di discrezione e più attenzione nel parlare visto che ha scelto di esprimersi su tutto pubblicamente, rispettabile e legittimo per carità, ma è come muoversi in un campo minato.
    La sua lettera, gentilissimo Sign. Eliseo, mi piace moltissimo perché esprime sincerità con se stessi (cosa sempre più rara di questi tempi) e con quella che è la natura che Dio ha creato, cioè maschi e femmine, al di la delle nostre tendenze personali. Trovo anche che esprime la bellezza e l’unicità della sua persona. Purtroppo la nostra lotta è con le creature invisibili e con noi stessi, per prima...
    Magari fosse più semplice che combattere il proprio nemico in full front in carne ed ossa...
    Con rispetto e ammirazione,
    Cordialmente,
    Giosuè Tacconi.

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  11. Signor Giosuè, grazie anche a Lei per il Suo intervento. Proprio attraverso questa lettera sono entrato in contatto con la Sig.ra Miriano, la quale mi ha comunicato tutta la sua riconoscenza. Credo che la giornalista abbia espresso le sue posizioni con correttezza, non ho risposto perché mi sono sentito offeso, quanto perché le sue parole mi avevano molto scosso, riportando a galla tanti ricordi. Io, Costanza e Lei combattiamo sullo stesso fronte per una vita migliore: restiamo uniti! Un abbraccio!

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  12. Questa lettera non mi è piaciuta. E' ovvio, ogni persona può vivere la sua vita come vuole, chi come un dono, chi come una croce, chi come l'inferno sulla terra... ma la generalizzazione non la accetto! Essere gay non è un'etichetta, come non è un'etichetta essere biondi, essere neri, essere qualunque cosa: è essere. Punto.
    Non tutti i gay vivono l'essere gay come una condanna, e se al mattino si svegliano e scoprono di essere innamorati non pregano Gesù, Geova, Allah o qualunque altra divinità pre- e post- medioevale cercando di fuggire a questa sorta di malattia dell'amore. No. Si svegliano, scoprono di essere innamorati, ed è la cosa più bella dell'universo. Più bella anche di Dio!
    Non pregherò per te (non in modo cristiano, non essendolo), ma sicuramente mi dispiacerò di come tu senta ogni fibra del tuo corpo (gay o meno) come una condanna e non un semplice dato di fatto! Spero tu possa volar via da questo dolore e capire che essere se stessi o, ancora meglio, amare qualcuno non è una sofferenza. E' un miracolo!

    Con affetto.

    C.

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  13. Grazie C. per il tuo "con affetto"! Capisco che la lettera non ti sia piaciuta. Non l'ho scritta perché piacesse... L'ho scritta perché ne avevo bisogno. Immagino anche che l'innamoramento possa essere una delle cose più belle dell'universo. Penso che sia la passione che spinge la nostra vita: la passione per Dio, la passione per la persona che ami, la passione per quello che sogni o quello che fai. Bisogna lasciarsene travolgere. Io ho trovato in Dio la mia gioia. Ho sempre vissuto con dolore invece la mia omosessualità, pur non sentendomi mai condannato o giudicato da Dio o dalla Chiesa, ma piuttosto da me stesso! Nella mia vita, magari lo spiegherò meglio in un altra lettera, ogni cosa che ho vissuto fianco a fianco con Dio, mi ha fatto scoprire una dimensione più piena della vita, quando facevo di testa mia, o seguivo le mie pulsioni invece ho fatto esperienza di buio e desolazione (se ti va leggiti il racconto che ho scritto "George e l'appartamento vicino al cielo). Per questo ho deciso che nonostante la mia fragilità voglio vivere la mia vita con Dio! Lui mi porterà come ha sempre fatto fino ad oggi, sulla strada che ha scelto per me. Sicuramente passerò attraverso il deserto e la sofferenza, ma so che Lui è fedele. Non so se mi capisci... Non ti obbligo a credermi o a fare quello che faccio io. Almeno prova ad accettare che nella mia vita è ed è stato così! Se vuoi... Altrimenti continua almeno a volermi bene come hai scritto nel tuo saluto. Ricambio l'affetto!
    P.S. Ti racconterò che quello che sulle prime aveva i sintomi di un innamoramento, nelle mani di Dio si è trasformata in una delle amicizie più profonde e tenere della mia vita.

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    1. Dove posso trovare "George e l'appartamento vicino al cielo"? Sarebbe bene leggere questa storia. Io sto passando qualcosa di simile...

      Angelo

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  14. Non c'è nulla da aggiungere. Hai fatto passare la vita in questa lettera e per questo te e sono grato. Non ci sono slogan già fatti o inutili e sterili polemiche. Ti ringrazio per questo e prego Dio affinchè possa sempre illuminarti. Un abbraccio.

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  15. Grazie Eliseo... Sei un "Oasi", altro che deserto... ;) Mi hai dato una sorsata di acqua fresca! Dio ti benedica, sei davvero profeta di Dio come dice il tuo 'nome nuovo'! <3

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  16. Caro Eliseo, ringraziandoti per quello che hai scritto, ti segnalo un post nel mio blog in cui non potevo non citarti per la saggezza delle tua parole ma soprattutto perché non posso non vedere l'azione di Dio, anche nel Web... http://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2013/07/28/costanza-eliseo-marco-cristo-e-il-perdono/
    Un caro saluto!
    Dio ti benedica!
    Alessandro

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  17. Eliseo, Chris il Signore vi faccia santi! Pregherò per voi.

    Eliseo a te, da fratello nella Fede, chiedo solo di ricordarmi nelle tue preghiere.

    Chris dai una possibilità a Dio, la merita a prescindere da tutto (figuriamoci dal tuo orientamento sessuale!). Ciao!

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  18. Caro Eliseo,
    in questa estate caldissima, arrivo in ufficio e smanettando un po' su wordpress leggo il tuo post.
    Grazie.
    Grazie davvero.
    MiI hai fatto due regali:
    Il primo riguarda il cammino di fede, e consiste nell'apprezzare - nuovamente - la bellezza della vulnerabilità e della "debolezza" (mi riferisco alle sofferenze patite per le prese in giro, ad esempio, non all'essere omosessuale) consegnata nelle mani di Dio. Leggendoti provo quasi invidia perché mi pare che tu sia riuscito a mettere le fragilità nelle mani di Dio (che paura!). Vedere che lo hai fatto mi incoraggia a muovermi in questa direzione.
    Il secondo regalo è che questa "storia dell'omosessualità" è diventata per me e per molti altri una cosa esasperante. Se ne parla oramai a getto continuo, si fanno un sacco di discussioni, i toni spesso si alzano e vedo aggressività ed ideologia da parte di tutti gli interlocutori. Anche -purtroppo - nei "frequentatori della Chiesa". Leggere le tue parole mi rende - di nuovo - evidente la cosa più evidente di tutte: dietro le discussioni, dietro le parole, le leggi, le idee, ci sono delle PERSONE. Quindi mi mette in guardia nell'erogare giudizi troppo semplicistici e anzi mi risveglia quella sensibilità che sempre si dovrebbe avere quando si parla di cose intime.
    Quello che spero veramente per il futuro è che le questioni più delicate in materia "morale" vengano trattate con più dolcezza, con più naturalezza, soprattutto all'interno della Chiesa Cattolica (ci sto dentro e ne sono contento, seppur con qualche sofferenza per le contraddizioni che ci trovo e che vivo) in cui ho la sensazione che ci sia un certo accanimento.
    Infine grazie per aver riportato la tua esperienza di quando eri ragazzo, a scuola. Anche io sono stato preso in giro per altri motivi e ricordo bene la sofferenza, il senso di paura che ci si porta dentro. In parte è stato un bene anche quello.
    Ora, ecco, per concludere non epicamente come rischierei di fare, vorrei dire che c'è un sistema di bassa caratura ma fondamentale nella vita, che ci aiuta nelle situazioni complicate, nelle sofferenze: LA BIRRA AL PUB CON GLI AMICI!
    Eh, no scusa... eh eh, non ce la potevo fare con questi toni così elevati :-)
    E, tra l'altro, questa considerazione è saggissima!
    Scherzi a parte, grazie ancora.
    Ciao!

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    1. Daniele come hai ragione!!! Ma guarda che le vere soluzioni sono nelle cose più semplici. Ne sono profondamente convinto! La birra al pub con gli amici è un consiglio che darei a tanti ragazzi che come me vogliono uscire dall'omosessualità... è che spesso il problema è che non anno amici etero per farlo! Ho detto spesso, non sempre!!! Conosco tantissime storie di ragazzi come me; credetemi che spesso c'è tanta solitudine dietro un ragazzo omosessuale. Magari abbiamo tante amiche, alcuni amici maschi omosessuali come noi, ma veri amici maschi etero... difficile! E' diverso forse per quelli che hanno accettato la loro situazione. In ogni caso, tutti dobbiamo passare attraverso l'accettazione della nostra condizione. Daniè anche tu... Poi alle donne piace molto l'uomo che lascia intravedere la sua fragilità... :-D ... Scherzi a parte! Io i miei buoni amici ce li ho, di tutti i tipi, però Daniele se passi da Roma... una birra me la bevo volentieri, soprattutto con questo caldo!!!

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  19. Caro eliseo, mi dispiace moltissimo per la tua sofferenza, così come mi dispiace moltissimo per la sofferenza di chiunque. E mi domnando: ma chi se ne frega se uno è omosessuale? Ognuno ha i suoi gusti, e -diciamocelo francamente: quante volte, con gli amici, coi colleghi, sio parla di cosa si è fatto la notte prima con la moglie? A me non è MAI capitato! E non ne sento neanche la mancanza! Allora chiedo: perchè non può essere la stessa cosa per l'omosessualità? Un gusto, una cosa privata, che nonriguarda gli altri ma solo l'intimo della mia vita privata.

    E secondo me tutta questa sovraesposizione, i gay pride, le leggi, ecc., non fanno altro che peggiorare la situazione dei gay.

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  20. Caro Eliseo, quanta saggezza nelle tue parole, le hiamerei alla scoperta della normalità. Hai scoperto il grandissimo valore dell'amicizia e come questo nobile amore non debba essere inquinato e tradito. Hai scoperto anche la differenza tra innamoramento e amore, come il secondo voglia il Bene e sia guidato dalla volontà e di quanti sacrifici si compiano in suo nome. Spero tu possa aiutare tanti ragazzi ad innamorarsi della vita, una vita splendida e sempre nuova se si segue Gesù. Saluti
    Armando

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  21. caro Eliseo, grazie del tuo bel post. Mi sembra tutto "molto umano" (per citare "Fantozzi"). Mi dispiace della sofferenza che comunichi e che hai vissuto. E, hai ragione, non la posso capire. A stento immaginare.

    Non ci conosciamo. Quindi, mi affaccio qui titubante e in qualche modo in ricerca. Ti chiedo di aiutarmi a "leggermi".

    Sì, perché per questo post (molto più superficiale del tuo)

    http://mafuiane.blogspot.it/2012/10/di-fatto-non-e-una-priorita.html

    ho ricevuto reazioni ugualmente sdegnate da 2 persone che lo criticavano per motivi esattamente opposti, che diciamo possiamo classificare brutalmente "pro-gay" e "anti-gay".

    Dal tuo punto di vista, c'è qualcosa di offensivo e di aggressivo per una persona omosessuale (non dico, discutibile o persino irritante, ma offensivo e aggressivo) in quello che - concetti e linguaggio - penso e ho scritto?

    Grazie del tuo ascolto.
    Simone

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  22. Simone ho letto il tuo articolo un po' velocemente. Non puoi immaginare con queste due lettere che ho scritto da cosa sono stato travolto. Sono d'accordo con te quando dici che sarebbe importante riscoprire il significato del matrimonio cristiano. E' un messaggio trasversale e quindi mai discriminante. E sono pure d'accordo quando dici che questo tipo di questioni etiche non sono una priorità per la politica italiana oggi, probabilmente proprio per la stessa ragione: perché non sono questioni trasversali. Non significa che non sia importante parlarne. Ma una soluzione secondo me non si troverà mai, se non nel buon senso! Sarò l'ennesimo uomo qualunque, ma vivaddio se per qualunquismo intendiamo un po' di normalità! Un'urgenza è invece trovare soluzioni alla crisi economica, alla disoccupazione, e al futuro dei giovani, che è il futuro anche degli anziani di domani e degli adulti di oggi. La tematica dei "diritti dei gay" è una distrazione politica e mediatica, noi italiani in questo siamo maestri, vedi il caso di Bartali. Mi state facendo diventare un politico... :-D Per il resto Simone se la contraddizione ti spaventa, sappi che parlando di omosessualità hai messo il piede su un vespaio...

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  23. hai ragione. Non bisogna temere la contraddizione. Grazie

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  24. Buongiorno Eliseo,
    ho letto la tua splendida lettera dal blog di Costanza Miriano e l'ho trovata di una dolcezza ed intelligenza ben rara.
    In questi due anni sono passata dallo studiare in una realtà di scuola privata a stampo ed educazione cristiano ad un ambiente legato al mondo della moda. Così ho potuto conoscere più di un ragazzo omosessuale, tutti caratterizzati dall'assomigliare alle terrificanti macchiette che ci propinano le ficton o i film americani in cui più hai la vocina stridula e più ti vesti provocatorio, allora meglio sei gay. Che triste la parola gay...e sì che si arrabbiavano se invece di gay dicevo omosessuale, quasi gli desse fastidio una parola così importante e "pesante" forse solo perchè esplicativa della loro realtà.
    Una fatica gigante rapportarsi con loro dalla quale uscivo sempre infastidita e rattristata. Non perchè abbia qualcosa contro di loro ma perchè mi è sempre stato chiaro che evitavano la realtà, il confronto con se stessi, un possibile rapporto serio con me e non ammettevano repliche nascondendosi dietro al "non mi puoi toccare o giudicare se non sei omofobo!"
    Con questo io non voglio assolutamente generalizzare, pultroppo tutte le persone omosessuali che ho conosciuto sono così.
    Che gioia e liberazione leggere la tua esperienza, così sofferta eppure così vera e leale.
    Spero che tu possa continuare con serenità nel tuo cammino.
    Io leggendo le tue parole ho imparato tanto primaditutto per me, perchè anche io desidero questa lealtà verso me stessa accompagnata sempre dall'amore della Chiesa.
    Ti abbraccio e ti ringrazio molto
    Seguirò sempre il tuo blog ora
    Agnese

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  25. PACE A TE ELISEO, O MEGLIO FIGLIO AMATO DA DIO,
    HO LETTO TUTTE E TRE LE TUE LETTERE E PROVO UNA GRANDE STIMA PER TE, DAVVERO PREGHERO' PER TE E PER LA TUA MISSIONE DI PORTARE PIU' DIGNITA' NEL MONDO GRAZIE ALLA TUA TESTIMONIANZA. DIO TI BENEDICA.
    CATERINA

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