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Cinque anni di te e di me!

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Sono passati 5 anni da quando ho aperto il blog: la storia di Eliseo Del Deserto non è certo fatta dagli articoli che ho scritto, ma ripercorrerli è un modo per fare memoria. Come sono cambiato in questi anni?

Ho cominciato a scrivere spinto dal desiderio di fare qualcosa per Dio. Mi sono detto che siccome non potevo testimoniare una conversione radicale e neppure una guarigione profonda, avrei semplicemente scritto che il modo di vivere la mia sessualità mi rendeva infelice. Volevo fare qualcosa per Dio, in realtà Dio stava facendo qualcosa per me.

Cinque anni fa pensavo si potesse guarire dall’omosessualità, oggi so che non è questo il punto. La sessualità è qualcosa di molto complesso; il vero problema non è l’orientamento sessuale, ma capire e scegliere la meta della propria vita.

La storia di Eliseo non è fatta di articoli, ma di incontri. Quante persone ho conosciuto in questi anni. Se un tempo ero terrorizzato dal fatto che si potesse scoprire la mia omosessualità, grazie alla …

Ecco perché ringrazio Joseph Nicolosi

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Quando a vent’anni lessi per la prima volta ciò che diceva Joseph Nicolosi in merito all’omosessualità, per me fu un sollievo. Uscivo da un rapporto di dipendenza affettiva con un uomo di 33 anni che sosteneva io fossi omosessuale, quando ancora mi sentivo molto confuso. Lui si era proposto come la mia guida spirituale, ma spesso voleva abusare di me. Questa persona diede il colpo di grazia alla mia identità che negli anni era già stata messa a dura prova da un rapporto difficile col padre e dal bullismo di quartiere.

Leggere quello che Nicolosi scriveva mi ridiede la speranza non perché diceva che si poteva “guarire” dall’omosessualità, ma perché per la prima volta mi sentii capito. Nelle sue descrizioni sulla genesi dell’omosessualità rileggevo la mia storia, i miei rapporti familiari, la mia difficoltà ad instaurare amicizie con i ragazzi della mia età: parlava di me. “Quindi non sono l’unico” mi dissi, “quindi c’è un modo per cambiare!”.

Il primo motivo per cui ringrazio Joseph N…

Uscire dall'omosessualità (2): la vita nuova

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Nella vita nuova non è più questione di omosessuali o eterosessuali.

Nella vita nuova sei solo figlio, figlia, fratello e sorella. Nella vita nuova sei soprattutto chiamato ad essere padre e madre. Perché chi è nato di nuovo è chiamato a generare nuovi figli per Dio e a prendersene cura.

Non so se è chiara la portata rivoluzionaria di quello che ti sto dicendo. Sto dicendo che c'è qualcosa che va oltre la tua sessualità e oltre l'identità che ti stai sforzando di sviscerare con mille psicoterapeuti. Questo qualcosa non lo puoi comprare e per quanto ti sforzi non riuscirai ad ottenerlo con le tue forze.

C'è solo un modo per rinascere: lasciar fare a Dio.

La vita nuova è una libera iniziativa di Dio, che può essere invocata da te. Anzi! Forse l'unica cosa che puoi veramente fare è chiedere a Dio di donarti questa vita da risorto. Una vita che se sei battezzato, già riposa in te.

Ti metto in guardia: non è una magia, non è un interruttore. Non è che come per incanto …

Bordelli omosessuali al bando

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Quando escono notizie che riguardano il mondo gay, sono sempre tentato di non scrivere niente per non cacciarmi in un vespaio. Credo però sia doveroso da parte mia dare una parola di verità, legata alla mia esperienza e slegata da orientamenti politici.

La notizia a quanto ho capito è che ci siano delle associazioni culturali omosessuali (finanziate dallo stato e dai circoli ricreativi gay) che in realtà sono dei bordelli. Scusate se sono impreciso, non sono andato a leggere la notizia, perché è la scoperta dell’acqua calda e per chi mi segue da un po’, già ha letto di questi posti. Li classificavo come la terza periferia dell’omosessualità nella mia prima lettera a Papa Francesco (nel 2013).

So che la maggior parte di coloro che mi leggono sono cattolici, quello che mi preme dirvi è: non associate l’immagine della persona omosessuale a quella di un pervertito. Come gli impiegati statali non lavorano tutti in mutande, così non tutti gli omosessuali sono frequentatori di bordelli. C…

Trovare le parole!

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In pieno clima sanremese, mi sono arrivati due messaggi da persone differenti, tutti e due sullo stesso tema.

La prima: "Ogni giorno sono più confusa da quello che leggo: che certe cose non si possano più dire è vero, che ci sia una sorta di censura è vero, ma io non sto odiando nessuno e non ho voglia di spargere odio."

L'altra: "Non “odio” le persone che abbiano tendenze omosessuali giacché io “amo” tutti: io vedo solo persone. Punto. Non sopporto questa pervasiva ideologia omosessualista che pretende di tappare la bocca a chiunque non ne sia favorevole. E' questa che io contrasto".

Si sta parlando di un dibattito, meglio: di uno scontro. Due sono gli schieramenti: gli omosessualisti e i cristiani. I ruoli sembrano già ben delineati: cattivi i primi e buoni i secondi. Ha senso parlare di buoni e cattivi? Lo sappiamo che non esistono, che nessuno è perfetto, che la colpa sta sempre da tutte e due le parti. Eppure quanto ci sentiamo buoni invece!

Penso in …

Seconda Lettera a Papa Francesco - Mittente: Eliseo del Deserto

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Caro Papa Francesco,
ti ho scritto anni fa e da allora la mia testimonianza di omosessuale che cerca Dio è arrivata un po’ in tutto il mondo.

Oggi ti voglio riscrivere, perché ho un’urgenza nel cuore. Vorrei che la Chiesa si interrogasse seriamente sulla questione dell’omosessualità e che lo facesse con responsabilità, perché sono tanti i suoi figli che vivono con sofferenza questa dimensione della loro identità. Qual è il posto di un omosessuale nel Corpo di Cristo, la Chiesa?

Questa è la domanda che ti voglio fare con urgenza, per capire anche il mio posto!

Mi sono ritrovato negli ultimi mesi, ad interrogarmi, dato che vivo la castità, la povertà e l’obbedienza nel mondo, sul perché non potevo vivere tutto questo come religioso dato che in fondo è un desiderio che ho sempre avuto.

Davanti all’ammissione della mia omosessualità, mi è stato risposto che non posso diventare sacerdote. E' un impedimento perché documenti pastorali della Chiesa indicano chiaramente di stoppare nel c…

Uscire dall'omosessualità: da Narciso a Cristo

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Ricollegandomi al primo post del blog, quasi a chiudere un cerchio, propongo delle brevi riflessioni su cosa significhi per me "uscire dall'omosessualità".
Non è un giudizio sulla persona omosessuale. Non considero l'omosessualità una malattia e credo sia sbagliato classificare le persone in base alle cose che gli piacciono: gli uomini, le donne piuttosto che la Nutella, le tagliatelle, i gatti o le farfalle.

Per una comunicazione più chiara e immediata preferisco usare l'espressione omosessuali e omosessualità.

Le riflessioni che propongo sono frutto di un mio vissuto personale e non voglio che assumano un valore assoluto, ossia che siccome è successo a me allora tutti gli omosessuali sono così. Se la mia testimonianza potesse servire a qualcuno ne sarei felice.

Per capire quello che scrivo è importante tenere conto di questo e di altre due cose:

1. Penso che tutti siamo omosessuali nella misura in cui siamo ripiegati su noi stessi e non ci apriamo a…